Caldara-Milan, 18 mesi da incubo. Due presenze, zero in Serie A

La cronaca di un dramma. I 18 mesi da incubo di Caldara: dall’arrivo in festa agli infortuni, ora il passaggio all’Atalanta

Mattia Caldara
Mattia Caldara (foto acmilan.com)

Oggi sono arrivate conferme importanti: Mattia Caldara sarà un nuovo giocatore dell’Atalanta. Il Milan ha deciso di mandarlo via in prestito biennale con diritto di riscatto. La cifra dovrebbe aggirarsi intorno ai 15 milioni, l’unico modo per permettere ai rossoneri di non fare minusvalenza.

Si chiude così un’esperienza praticamente mai iniziata. Arrivato nell’estate del 2018 dalla Juventus (in uno scambio alla pari con Leonardo Bonucci) fra grande entusiasmo, il difensore ha subito avuto delle difficoltà nel convincere Gennaro Gattuso. L’allenatore, infatti, inizialmente gli preferiva Mateo Musacchio; voleva dargli il tempo di inserirsi in un sistema di gioco completamente diverso rispetto a quello a cui era abituato, cioè la difesa a tre dell’Atalanta.

Il calvario di Caldara

Mattia Caldara AC milan
Mattia Caldara (foto acmilan.com)

Finalmente l’esordio in Europa League il 20 settembre 2019 in Lussemburgo contro il Dudelange. Una prestazione positiva la sua, ma da lì è iniziato il lunghissimo calvario. I primi problemi muscolari, poi la Lacerazione parziale del tendine d’Achille in ottobre che lo ha tenuto fuori fino a febbraio 2019. Dopodiché normali problemi di condizione: troppo indietro rispetto ai titolari, che nel frattempo avevano giocato praticamente sempre.

Il 24 aprile però un’occasione enorme: Gattuso lo lancia dal primo minuto il 24 aprile in MilanLazio, semifinale di ritorno di Coppa Italia, centrale in una difesa a tre. Nonostante il lunghissimo periodo di stop, la sua è un’ottima prova. Colleziona così la sua seconda e ultima presenza con la maglia del Diavolo.

Sì, perché a inizio maggio inizia un altro dramma: rottura del legamento crociato in allenamento e stop di almeno sei mesi. L’operazione, l’estate al lavoro, il rientro a metà settembre ma con ancora inevitabile ritardo di condizione, fino all’ennesimo infortunio di natura muscolare fino a inizio novembre. Da qui ad oggi non è mai sceso in campo: qualche presenza con la Primavera, poche convocazioni. Adesso l’addio: 18 mesi al Milan e mai l’esordio in Serie A. Un episodio più unico che raro.