Gianluca Vialli, Van Basten e il Milan: un’incredibile storia di calciomercato

Gianluca Vialli, capo delegazione dell’Italia a Euro 2020, è stato in passato molto vicino al Milan. Un trasferimento mancato decisivo a suo modo per la storia del club rossonero

Gianluca Vialli
Gianluca Vialli (Getty Images)

Nel calcio, e  nello sport in generale, non mancano le storie da raccontare su episodi che hanno contribuito a cambiare il destino di un evento, di una squadra e dello stesso protagonista che ne è coinvolto. Nei giorni di Euro 2020, nel rivedere spesso Gianluca Vialli in tv, a molti tifosi rossoneri (specie a quelli della generazione degli anni ’80-’90) sarà tornata in mente la storia più volte raccontata da Galliani e dallo stesso ex attaccante di Sampdoria e Juventus relativa al suo mancato trasferimento al Milan nel 1987.

Un affare di mercato mancato che ha cambiato la storia di quegli anni del club rossonero. Silvio Berlusconi era appena arrivato alla presidenza del Milan con un obiettivo dichiarato: tornare a vincere e riportare i rossoneri, reduci da due retrocessioni in B, ai fasti di un tempo. Per farlo, dopo la parentesi Liedholm, si affida ad Arrigo Sacchi in panchina. Arrivano subito i primi rinforzi con, tra gli altri, Donadoni dall’Atalanta e Gullit dal Psv Eindhoven. Per rinforzare l’attacco, invece, si pensa a un giovane attaccante che si stava imponendo in Serie A con la maglia della Sampdoria, Gianluca Vialli.

Acquistato dal presidente Mantovani dalla Cremonese, nelle prime tre stagioni in blucerchiato, Vialli segna 33 gol, un bottino cospicuo che convince Berlusconi e Galliani. Comincia la trattativa con la Samp e si arriva a un principio di accordo. La scelta spetta al giocatore che rifiuta la proposta del Milan e decide di restare in blucerchiato, costringendo i rossoneri a ripiegare su altri obiettivi.

Una delusione per il presidente Berlusconi che, ad anni di distanza, ha rivelato: “Avevo sempre desiderato un Milan tutto italiano. A questo proposito avevo già una scrittura privata per il passaggio di Vialli al Milan con il presidente della Sampdoria Mantovani ma le cose non andarono così e quel sogno è svanito.”


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Vialli, il rifiuto al Milan e la scelta di Galliani

Più volte Vialli ha raccontato del suo mancato approdo al Milan. In un’intervista alla Gazzetta dello Sport, l’ex attaccante ha spiegato di trovarsi troppo bene alla Sampdoria per accettare altre proposte: “Non mi sembrava bello lasciare, ero troppo coinvolto nel progetto. Alla Samp vivevo bene, ero pieno di amici. Si mangiava bene, sole, mare … Guardavo al Milan di Berlusconi con ammirazione ma ero troppo preso dalla Samp, la mia ragazza di allora…”

Il rifiuto di Vialli non cambia i piani del Milan che prosegue nella ricerca di un attaccante. Con uno dei suoi blitz, Galliani piazza un colpo pazzesco prendendo a un prezzo irrisorio per l’epoca un giovane attaccante olandese dall’Ajax, un certo Marco Van Basten che aveva già la fama del fuoriclasse. Era l’estate 1987, una sliding doors incredibile per il Milan che, con l’olandese in attacco, vincerà tutto quello che c’era da vincere: 2 Coppe Campioni, 2 Intercontinentali, 2 Supercoppe Europee, 1 Scudetto.

Van Basten Milan-Stella
Van Basten  (Getty)

Chissà come sarebbe andata con Vialli. Impossibile prevederlo. Una carriera quella di Gianluca comunque ricchissima di trionfi con la Sampdoria (1 Scudetto, 1 Coppa delle Coppe, 4 Coppe Italia; 1 Supercoppa Italiana ) e la Juventus (1 Champions, 1 Scudetto, 1 Coppa Italia e 1 Supercoppa Italiana). Un palmares notevole che non può far rimpiangere a Vialli il mancato trasferimento al Milan.

Quando era opinionista a Sky, durante un’intervista con Galliani, Vialli ci ha scherzato su quando l’ex a.d. del Milan lo ha incalzato nuovamente ricordandogli l’episodio del 1987: “Lo dico sempre ai tifosi rossoneri, mi dovrebbero ringraziare. Se non avessi rifiutato, voi non avreste avuto quel fuoriclasse olandese.” Ha ragione Gianluca. In fondo è andata bene così … per tutti.