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Milan: la dura legge.. delle 3 giornate a Ibrahimovic

MILAN, LE TRE GIORNATE DI IBRA – Che sia “un grave errore giuridico”, parole del Milan, o semplicemente una forte presa di posizione a esempio di quanto la legge debba essere uguale per tutti (tutti quelli che si chiamano Ibrahimovic perché rammento quanto Aronica sia passato inosservato) non è il nodo della questione: bisogna giocare contro la Juventus senza lo svedese. Solo quest’ultimo punto è, attualmente, il fulcro del discorso. Siamo rimasti tutti basiti, sembrava che l’arringa dell’avvocato milanista Cantamessa fosse stata convincente, sembrava che il Giudice non potesse in alcun modo negare la revoca di una giornata per il numero 11 rossonero, eravamo convinti di vederlo scendere nuovamente in campo ma quando la pagina è stata scritta fino all’ultima riga, firma compresa, non si torna indietro, non basta la gomma e i rimpianti non servono. Allegri dovrà schierare una formazione senza di lui e, tutto sommato, senza Ibrahimovic in campo i rossoneri hanno già fatto grandi prestazioni, sarà per la mancanza di sicurezza in attacco a spingerli ad avere maggior cattiveria e concentrazione, sarà la convinzione di doverci mettere molto più impegno del solito proprio perché manca la punta di diamante, sarà, in questo caso ancora di più, per dimostrare che il Milan non è “Zlatan Ibrahimovic” ma un gruppo di giocatori forti che sanno vincere convincendo anche senza di lui. Sarà quel che sarà, non importa. La Juventus non avrà scuse ma scenderà in campo a San Siro con il morale alleggerito , con la fiducia di avere la partita in pugno, con la certezza di tornare in testa alla classifica umiliando tutto lo stadio e, un atteggiamento simile, può solo essere deleterio. Stiamo parlando in divenire, stiamo raccontando delle possibilità, questa pagina deve ancora essere scritta ma il Milan ora ha voglia di riscatto, ha voglia di vittoria, ha fame di scudetto, di gloria e di onori e che Ibra ci sia o meno quello che conta è vincere la sfida diretta continuando la corsa in crescita. La forza dello svedese servirà comunque: lui ama vincere, vuole farlo sempre, anche quando non scende in campo con i suoi compagni e loro lo sanno bene. Non lo deluderanno.

Arianna Forni, Direttore – www.milanlive.it

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