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EDITORIALE – Siate Allegri perchè serve pazienza

MILAN ALLEGRI SERIE A – Il Milan ha perso in malo modo contro l'Hellas Verona. C'è già da mettersi le mani nei capelli? Deve ancora passarne di acqua sotto i ponti prima di arrivare a quel momento… Tutto ha un senso se facciamo il nome di Massimiliano Allegri, l'allenatore livornese che da tre stagioni è alla guida dei rossoneri. Facciamo un tuffo nel passato. Primo anno, stagione 2010/2011: vittoria 4-0 all'esordio contro il Lecce poi sconfitta a Cesena 2-0 e pareggio interno con il Catania 1-1. Totale punti: quattro su nove. Secondo anno, stagione 2011/2012: pareggio 2-2 contro la Lazio a Milano, sconfitta 3-1 a Napoli e pareggio casalingo con l'Udinese. Totale punti: quattro. Stagione 2012/2013: sconfitta contro la Samp 0-1 a Milano, vittoria a Bologna 3-1 e altro ko interno 0-1 con l'Atalanta. Totale punti guadagnati: tre. Se volessimo continuare nel terzo caso otteremmo dei risultati sconfortanti, pochissimi punti in otto partite e una media da retrocessione. Bene, quest'anno la falsa riga è la stessa di sempre da quando Max è al Milan. Non serve fare drammi adesso e tanto meno mettere in disscussione il tecnico dopo averlo riconfermato al termine di una soap opera.

La sesazione è che il Milan di Allegri debba giocare le prime partite dell'anno in modo più accorto. Il 4-3-3 è meglio lasciarlo a quando i ragazzi inizieranno ad essere al 100% perchè questo modulo ti esalta se stai bene ma ti penalizza in modo pazzesco se qualche ingranaggio non gira. Al Bentegodi non ne sono girati parecchi. Da Montolivo a Niang, da Nocerino ad El Shaarawy. Il risultato è stato impietoso.

Nonostante tutto non ha però senso iniziare ad inveire a destra e sinistra. Come detto, l'anno scorso le cose erano iniziate in modo ben peggiore eppure con tanta determinazione il Milan riuscì a qualificarsi terzo, davanti alle squadre che predicavano ai quattro venti il “bel gioco”. I conti si fanno alla fine e dovrebbero saperlo bene i tifosi dell'Inter -vi ricrdate la coreografia del derby d'andata dell'anno scorso?- della Roma, ogni anno esatata per poi disputare un campionato anonimo, della Fiorentina e della Lazio. Il Milan, se ingrana la marcia giusta, può giocarsela con tutti in Italia e lo ha dimostrato la stagione passata nel girone di ritorno quando la banda di Allegri sembrava uno schiacciasassi. Resta da aspettare il momento giusto, quella scintilla che infonde nei giocatori l'animus pugnandi per lottare in ogni gara. Ma serve pazienza.

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Scritto da
Giuliani