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Il problema Balotelli ed una società che non esiste più

E’ stato difeso in tutti i modi, da tutte le società in cui ha militato e da tutti gli allenatori che lo hanno allenato, ma il risultato è sempre stato lo stesso: Mario Balotelli ha deluso chiunque provasse a fare un passo verso di lui. Ci hanno provato Mancini, Moratti, Mourinho, ancora Mancini, poi Allegri, Galliani, e adesso Seedorf, senza dimenticare tutti i compagni di squadra, ma nessuno ci è riuscito e, forse, difficilmente qualcuno ce la farà.

La partita andata in scena venerdì sera all’Olimpico tra Roma e Milan è stata l’ennesima conferma, se ancora ce ne fosse bisogno, che siamo in presenza di un buon giocatore, nulla più, o almeno questo è quello che al momento Balotelli dimostra al mondo. Si certo, qualche eurogoal con tiri da fuori area, ma nient’altro. In tanti continuano a “montare” il giocatore definendolo “determinante”, “l’unico realmente in grado di cambiare le cose all’interno del Milan” ecc. , senza pensare o accorgersi dell’ inequivocabile realtà dei fatti.

Anche a Sky se ne sono accorti finalmente. L’ex difensore rossonero Christian Panucci ha urlato al mondo una cruda verità: “Il calcio italiano sta perdendo nettamente terreno sugli altri, perché c’è gente che considera Balotelli un top player”. Troppo diretto? O semplicemente ha dimostrato una verità che fa male? Quanti milanisti sono disposti a dire che, mentre seguono una partita dei rossoneri, non sono spaventati dalle possibili reazioni di Mario con gli avversari, con l’arbitro, con i compagni o con l’allenatore? Ecco, tutti questi pensieri, tutte queste sensazioni negative, tutte queste paure, tutto questo nervosismo le vive l’intera squadra durante la partita. Non ci credete? Provate a chiedere ai compagni di squadra. Kakà sembra diventato la balia di Balotelli, Honda lo ignora proprio e, forse, ringrazia il cielo di non capire il bresciano; Montolivo ci ha gia litigato due o tre volte e, se potesse, farebbe volentieri a meno di averlo in squadra; Seedorf se l’è trovato li, ha provato a tirarne fuori qualcosa di buono e a tratti c’è riuscito, ma l’indole del giocatore rimane la stessa a lungo andare: zero lavoro per la squadra, si lascia cadere ad ogni minimo contatto indispettendo arbitri e compagni (senza capire che poi è inutile che protesti quando invece si prende un calcione sul serio), zero presenza in area di rigore e soprattutto, la totale uscita dalla partita dopo un gol sbagliato o un goal subito: insomma un bambinone che prende un sacco di soldi e, a dir la verità, ancora non si capisce perché.

Una volta la società Milan avrebbe impedito a Mario Balotelli di andare a rilasciare interviste dopo la partita di ieri sera, dato lo stato confusionale e di nervosismo in cui era avvolto il giocatore, ma la società attuale è tutt’altro che un ente solido e coeso ed il risultato si è visto: uno show di maleducazione e di presunzione in diretta nazionale ed internazionale che danneggia per l’ennesima volta sé stesso e la società rossonera.

Ci sono giocatori che a 20 anni mangiano l’erba dalla voglia che hanno di giocare. Ci sono bambini a casa che penseranno che, se un giorno qualcuno criticherà il loro modo di giocare (giustamente!), potranno sentirsi liberi di dire: “tu non capisci nulla di calcio”. Ci sono squadre, come il Milan, che devono essere ricostruite da zero e, di certo, non devono pensare di dover puntare su un giocatore che si porta dietro una serie infinita di punti di domanda. E, infine, ci sono ancora persone aggrappate alla speranza che Mario Balotelli decida di crescere all’improvviso e, una di queste, è Cesare Prandelli…uomo avvisato.

Algeri Riccardo – Redazione Milanlive.it

Scritto da
Riccardo Algeri