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Categorie: Milan News

Sacchi, uno di famiglia. I ricordi a Milanello tra vittorie e psicologia

Sacchi e Ancelotti (getty images)

La Gazzetta dello Sport celebra il ritorno ieri di Arrigo Sacchi, invitato dal Milan per una presentazione del progetto riguardante il settore giovanile, presso il centro sportivo di Milanello, la fabbrica che ha dato il via ai successi e alla rivoluzione tecnico-tattica portata avanti dall’allenatore di Fusignano a partire dal 1987, anno in cui Silvio Berlusconi gli affidò la sua squadra tra grande sorpresa generale.

 

Sacchi ieri ha visionato il progetto tecnico, in una Milanello che lo venera tuttora, dall’amico Galliani ai suoi allievi Filippo Galli e Pippo Inzaghi, uno che non può non prendere il buon Arrigo come esempio da cui attingere. Un Sacchi che cominciò la sua storia rossonera tra mille dubbi, con un rapporto burrascoso con i due leader dello spogliatoio Baresi e Ancelotti, per poi nel giro di pochi mesi convincere tutti con metodi affascinanti e vittorie.

 

Gli spogliatoi di Milanello potrebbero raccontare della cura dei dettagli, dei bigliettini sotto ai piatti in mensa con le direttive individuali. Della serietà professionale mischiata all’ironia che ne fece un grande personaggio, così enigmatico ma amatissimo dai suoi. Il feeling con i tre olandesi, la trasformazione di Rijkaard da stopper a leader del centrocampo. E le vittorie dei trofei, quelle che contano più di ogni altra cosa.

 

Redazione MilanLive.it

 

Scritto da
Keivan Karimi