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PIÙ ROSSO CHE NERO – Furbizia e qualità: Paquetà cambia il Milan

Rubrica settimanale “più rosso che nero” oggi dedicata a Lucas Paquetà, il cui ingresso nel secondo tempo di Genoa-Milan, ha cambiato la partita in positivo. 

Lucas Paquetà (©Getty Images)

Si può discutere sul perché un giocatore con la qualità di Lucas Paquetà venga tenuto fuori in una partita così importante per il futuro del Milan, in un momento così delicato. Ma si rischierebbe di essere troppo cattivi nei confronti di chi allena e valuta ogni giorno a Milanello i calciatori.

Il Milan vince in rimonta contro il Genoa. Dopo il vantaggio di Lasse Schne su papera di Reina… risultano decisivi gli ingressi di Leao e Paquetà nel secondo tempo, i gol di Hernandez e Kessie, e la parata finale su rigore di Pepe Reina ancora Schone. Una sofferenza finale inaspettata vista la superiorità numerica dal gol dell’1-2 rossonero.

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Paquetà: qualità, furbizia e…

“Paquetà” fa rima con “qualità”. Lo abbiamo imparato a conoscere in questi mesi rossoneri: magari lento fisicamente, ma non mentalmente. La testa vede e pensa calcio ad una velocità che avversari e compagni non hanno.

La qualità ieri in Genoa-Milan è emersa sin dal suo ingresso in campo, nel secondo tempo. Emblematica in tal senso la sua giocata al 52′ da cui poi nasce il rigore.

Con un colpo di tacco in mezzo a due avversari apre centralmente il campo… Dopo il fallo di mano di Biraschi dapprima non segnalato, prosegue l’azione e Paquetà spalle alla porta ne beffa due e scarica un sinistro violento sul primo palo che obbliga Radu alla grande parata.

Ma la qualità in certi momenti va anche implementata dalla furbizia. E sul primo gol lo zampino del brasiliano è palese: fa cenno a Theo Hernandez di andare in sovrapposizione; blocca il pallone per terra con la mano per evitare problematiche di “palla in movimento” con VAR e arbitro; e serve un passaggio preciso per il terzino sinsitro che poi andrà a segnare.

Tanti elogi per Paquetà e un messaggio a Giampaolo: “Merito fiducia”. E sarebbe anche l’ora di non insistere con Calhanoglu e concedergli un po’ di riposo utile a qualche riflessione.

Paquetà e quello “strano egoismo” da evitare

Ma non possiamo chiudere il pezzo senza un tiratina d’orecchie per l’ex Flamengo. Se qualità e furbizia ieri sono state esemplari, meno bello l’emergere di uno strano egoismo che in almeno due occasioni ha bloccato una ripartenza che poteva essere letale.

Si è beccato calci, ha conquistato dei falli, ma servendo prima i compagni in avanti si poteva chiudere prima la partita senza quella maledetta sofferenza finale. Migliorerà, imparerà. Ne siamo certi. Giocando, non restando in panchina. Sia chiaro.

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Scritto da
Giacomo Giuffrida