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GLI AVVERSARI – Napoli malato: crisi di gioco e risultati

Il Napoli è in mezzo alla bufera per il 7°posto in campionato, aggravato della guerra interna tra giocatori e società. Il nostro approfondimento sui prossimi avversari del Milan, nella tredicesima giornata di Serie A.

Carlo Ancelotti (©Getty Images)

Il Napoli, insieme al Milan, è stata la grande delusione di questo primo trimestre di campionato. Le premesse di inizio stagione erano ben diverse dalla realtà dei fatti, che vede gli azzurri in grande difficoltà dopo pochi mesi. Una novità per questa squadra, abituata ad occupare le prime posizioni di classifica e, almeno all’inizio, lottare testa a testa con la Juventus. Quest’anno invece, dopo appena dodici giornate, la lotta scudetto sembra già andata e il loro posto preso dall’Inter, la rivale più accreditata.

Di fatto il Napoli si trova in settima posizione, a tredici punti dal primato e fuori dalla zona Champions. Una distanza quasi incolmabile per i ritmi della Juventus, che costringe gli azzurri a guardare altrove o meglio a se stessi. La squadra infatti, colpita da ripetuti insuccessi, è finita in un vortice negativo e non riesce più a uscire. La crisi di risultati (la vittoria manca da un mese esatto) è l’effetto di problemi tattici e caratteriali di un gruppo che sta pian piano perdendo ogni certezza.

Il processo in corso

La stagione del Napoli è iniziata col piede sbagliato e rischia di diventare un fallimento, il primo dopo un ciclo positivo. E’ presto per dare giudizi, ma la macchina si è inceppata e c’è veramente poco da salvare. La situazione è delicata, quasi drammatica per certi versi, perché non si trova una soluzione e le cose continuano a peggiorare. In questi casi la posizione dell’allenatore è in bilico, anche se la squadra sembra dalla parte di Ancelotti che avrà le sue colpe ma non vuole mollare. La società però, infuriata dopo l’ammutinamento dei giocatori e il loro mancato ritiro, può prendere qualsiasi decisione.

Una guerra interna che rischia di fare molte vittime, facendo piazza pulita e portando a una rivoluzione totale. Uno scenario drastico per il Napoli, che dovrebbe ripartire quasi da capo e perdere ogni ambizione di successo. La forza di questa società è stata proprio la continuità sportiva ed economica, che interrotta farebbe crollare tutto il castello. Il progetto sta andando a fondo, ci sono ancora margini per salvarlo ma devono arrivare risposte, a partire dalla trasferta di San Siro.

I motivi del declino

L’involuzione del Napoli è preoccupante perché si è stabilizzata e non sparirà da un giorno all’altro. L’unica medicina è infilare una striscia di vittorie, per dare ossigeno alla classifica e riportare entusiasmo tra i tifosi. Le due settimane di sosta sono arrivate al momento giusto, la squadra ha potuto staccare la spina e liberare un po’ la testa. Il blocco degli azzurri infatti è soprattutto mentale, la rosa non si discute, anzi è stata rinforzata, e l’allenatore non è cambiato a differenza di molte avversarie. Da sempre la piazza azzurra è molto emotiva e condizionata dagli eventi, compresi gli stessi giocatori che si esaltano o abbattono con troppa facilità.

Il compito di Ancelotti è ritrovare equilibrio e stabilità in una squadra in continuo declino. Le soluzioni sono molteplici, a partire dal cambio di modulo, ma nel calcio serve anche fortuna, quella che è un po’ mancata in questo periodo. I singoli episodi, anche arbitrali, non hanno aiutato il Napoli, penalizzato da alcune decisioni e punito ai primi errori. L’analisi però, oltre a questi legittimi fatti, comprende una visione più ampia e globale delle prestazioni che non sono state all’altezza. La classifica poteva essere migliore, ma non cambia il giudizio sulla squadra, apparsa senza idee, cattiveria e applicazione. Gli azzurri ci hanno abituato a tutt’altro calcio, le ultime partite c’entrano poco.

Kalidou Koulibaly (©Getty Images)

I numeri della stagione

La falsa partenza del Napoli è sotto gli occhi di tutti, anche guardando i numeri del suo campionato. La differenza tra casa e trasferta è sostanziale e non passa inosservata, mettendo da parte il calendario. Al San Paolo infatti (anche in Champions League) gli azzurri subiscono poco, ma fanno una fatica tremenda a vincere. La squadra in casa ha segnato molto meno rispetto al passato: appena 8 gol e due volte a secco. Un fatto insolito per uno degli attacchi migliori e completi della Serie A, che non riesce a girare come una volta. Il numero di occasioni totali è sempre elevato ma quelle davvero pericolose sono poche, anche contro le piccole.

Al contrario, soprattutto in trasferta, i gol subiti sono superiori alla media. Il problema è generale, ma spicca il pessimo inizio di Koulibaly che insieme a Manolas doveva blindare la difesa. I due invece vanno spesso in difficoltà, sbagliando scelte e movimenti ancora da aggiustare. Il Napoli si è dimostrato fragile in troppe occasioni, non a caso sono aumentate le parate di Meret, uno dei pochi promossi. Il reparto è apparso più instabile dell’anno scorso, quando si era creato un certo equilibrio dopo alcune difficoltà. I passi indietro per certi versi sono inspiegabili perché la squadra, rinforzata anche dal mercato, doveva migliorare e ridurre il gap con la Juventus. A fine novembre si sta verificando l’opposto, che inizia a gettare ombre sul progetto di Ancelotti.

Il continuo turnover

Quest’anno la rosa del Napoli è davvero attrezzata, sulla carta una delle più forti di sempre. Non scomodiamo i tempi di Maradona, ma gli azzurri sono competitivi in ogni reparto e pieni di ottime individualità. Per assurdo avere tanta scelta, soprattutto in attacco, e non un undici fisso (come faceva Sarri), può creare confusione e condizionare il lavoro dell’allenatore. Non a caso Ancelotti per gestire due competizioni e cercare di accontentare tutti, cambia sempre la formazione e il modo di giocare. Un turnover continuo che non trova uno schema fisso per più partite di fila, rischiando di peggiorare la situazione.

Il punto più critico riguardo il reparto offensivo, che oltre ai soliti noti ha accolto due nuovi acquisti. A seconda di chi gioca, cambiano le caratteristiche e i compiti della squadra che ogni volta deve adattarsi a chi c’è davanti. La Juventus, avendo giocatori di un altro livello, può permettersi queste rotazioni perché prima o poi troverà la giocata vincente, ma non il Napoli che deve puntare su una chiara identità. Non può fare affidamento ai singoli, senza top player a disposizione. Di certo non aiutano le pressioni della società e i casi delicati di mercato (rinnovi di Mertens e Callejon), sempre al centro dei dibattiti. A questo punto però c’è poco da perdere, servono i risultati e non importa come arrivino.

Dries Mertens (©Getty Images)

Milan-Napoli, la probabile formazione azzurra

Per questo Ancelotti, quasi spalle al muro, potrebbe decidere di cambiare e tornare alle vecchie abitudini magari rispolverando il 4-3-3 contro il Milan. Intanto la pausa nazionali ha fatto le solite vittime per il Napoli che ha perso Milik e Mario Rui per infortunio. L’attaccante polacco, vittima di una ricaduta, non sarà nemmeno convocato mentre il terzino sinistro può partire in panchina. I problemi però non sono finiti perché Ghoulam, vicino al rientro in campo, si è fermato di nuovo e non sarà a disposizione. L’unica buona notizia arriva da Allan che sta accelerando il recupero e proverà a stringere i denti per tornare in campo. C’è ottimismo, ma mercoledì arriva il Liverpool in Champions e non si vuole rischiare troppo.

Il Napoli, a fronte di queste situazioni, ha ancora parecchi dubbi e alla fine non è esclusa la conferma del 4-4-2. In questo caso ci sarà Meret in porta, in difesa Di Lorenzo e Koulibaly sono sicuri di una maglia da titolare mentre Manolas e Luperto sono avanti (di poco) rispetto a Maksimovic e Mario Rui. A centrocampo non si tocca Fabian Ruiz, affiancato da Allan o Elmas. L’altro ballottaggio è tra Callejon e Zielinski che cambierebbe il sistema di gioco. Al momento è avanti lo spagnolo che giocherebbe sulla fascia destra, con Insigne su quella opposta. Davanti con Milik fuori gioca la coppia Mertens-Lozano, come contro il Genoa.

Napoli (4-4-2): Meret; Di Lorenzo, Manolas (Maksimovic), Koulibaly, Luperto; Callejon (Zielinski), Allan (Elmas), Fabian Ruiz, Insigne; Lozano, Mertens.

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Scritto da
Redazione MilanLive.it