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Milan, Boban: “Rangnick? Scorrettezza di Gazidis. Vogliamo chiarimenti con Elliott”

Milan, Zvonimir Boban esce clamorosamente allo scoperto. Il Cfo rossonero parla della mossa indipendentista di Ivan Gazidis con Ralf Rangnick e di altre problematiche interne. 

Zvonimir Boban (©Getty Images)

Il Milan è ufficialmente spaccato. Ad uscire clamorosamente allo scoperto è Zvonimir Boban, col Cfo rossonero intervenuto ai microfono de La Gazzetta dello Sport con dichiarazioni roboanti e clamorose.

Bugia che non esistono due Milan al momento. “Prendendo atto di mille difficoltà iniziali, delle differenze culturali e delle passioni rossonere ben diverse, con tutte le divergenze di vedute e qualche volta opposti pensieri, ancora qualche giorno fa pensavo fosse questa la realtà”, ha riferito schiettamente il dirigente.

Milan, Boban allo scoperto

Così come Boban ammette il non aver apprezzato che l’Ad Ivan Gazidis si sia mosso per Ralf Rangnick senza avvisare: “Il fatto che parliamo di queste cose non fa bene a nessuno, soprattutto alla vigilia di una partita importante, come sono tutte quelle che stiamo giocando adesso. La cosa peggiore è che questo evento destabilizzante avviene in un momento durante il quale la squadra sta crescendo e si vede un grande lavoro di Pioli, in un momento dove si percepisce che si sta formando un percorso nettamente migliore. Non avvisarci è stato irrispettoso e inelegante. Non è da Milan. Almeno quello che ci ricordavamo fosse il Milan”.

“Per come la vedo io – aggiunge Boban -, l’unità significa condivisione, l’unità è rispetto. Alla fine, la base di tutto è avere questo approccio, è l’unica via per poter lavorare e sentirsi bene”. Ora si chiede un intervento della proprietà: “Con Gazidis abbiamo già parlato. Per il bene del Milan, è certamente necessario che il meeting con la proprietà avvenga al più presto”. 

Budget estivo e strategie

C’è poca chiarezza, a oggi, anche per il budget estivo: “La proprietà deve essere chiara sia nel budget che negli obiettivi. In sintesi: noi rispettosi delle esigenze di equilibrio economico finanziario per garantire una sana e corretta gestione della società, la proprietà rispettosa dei risultati sportivi affidati a chi rappresenta la storia e i valori di un grande club”.

Eppure aveva lasciato la Fifa per lavorare con Paolo Maldini: “Sono felice di condividere e vivere questo tempo con un grande amico con il quale ho sognato di lavorare da tempi lontani. Paolo come nessuno rappresenta la storia e l’appartenenza al Milan, è una persona per bene, ha classe ed è ormai un dirigente credibile e capace”.

Poi ripercorre il percorso finora svolto: “Il mercato estivo è stato molto dinamico e alla fine positivo, poi c’è stato un inizio del campionato molto insoddisfacente per il quale ci prendiamo tutte le responsabilità, dopo di che il cambio di allenatore, e la costruzione di una base solida per un progetto che è stato pensato per almeno tre anni. Questa è la sintesi del nostro lavoro, finora”. 

Sogno Champions e la milanizzazione da non perdere

Per Boban c’è un’unica strada per tornare ai fasti di un tempo: “Noi siamo certi che il Milan abbia soltanto una strada, pensare in grande per un fatto semplice – si chiama il milan, ha 120 anni di storia vincente, e ha sette Coppe dei Campioni vinte”. Per quanto riguarda invece la Champions League: “Intanto dobbiamo finire la stagione e vedere dove saremo, ma è già un Milan diverso. Noi non diciamo che si debba vincere l’anno prossimo, ma dobbiamo essere competitivi e giocarcela con tutti almeno in Italia. Siamo ben coscienti che non viviamo il milan dei nostri tempi, ma un’ambizione vera che ti fa sognare ci dev’essere”.

In chiusura c’è un appello importante di Boban: “Noi sappiamo quanto sia importante avere un’identità milanese e Italiana. La si può inculcare anche ai ragazzi stranieri, credo che ci sono tanti buoni esempi. Capiamo che a volte per le proprietà straniere sia difficile capirlo, ma è un passaggio fondamentale. Non si deve mai arrivare alla de – italianizzazione e de – milanizzazione, sarebbe veramente come perdere l’anima. Lo dice un patriottico croato che ama questo club, questa città e questa splendida terra”.

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Scritto da
Pasquale Cacciola