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Bakaye Traoré, la strana storia del talismano del Milan

Bakaye Traoré è stato per un anno il talismano del Milan. Gli aneddoti di un giocatore dalle qualità dubbie ma rimasto impresso nella memoria dei tifosi. 

Bakaye Traoré (©Getty Images)

Con lui in campo il Milan non perdeva mai. Bakaye Traoré ha lasciato il segno nella storia del club. Ma non per un gol, per qualità particolari o abilità straordinarie. Anzi, tutt’altro.

Era il portafortuna, il talismano. Se pronunciate questa parola in una folla di tifosi milanisti, tutti ricorderanno il suo nome. Traoré, un calciatore discutibile che però rendeva il Milan “invincibile”.

La sua storia inizia nel 2012 dopo la grande diaspora, con gli addii dei senatori e di Thiago Silva e Ibrahimovic. L’inizio della fine. Galliani prova a rimediare sul mercato, ma è finita l’era dei grandi acquisti e quindi avvia quella dei parametri zero. Scarsi.

Traoré può considerarsi il primo, o uno dei primi. Rimasto senza contratto dopo l’esperienza al Nancy, Galliani e Braida decidono di portarlo al Milan. E l’impatto è anche positivo. A pensarci adesso…

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Traoré non perde mai

Si presenta così: alto, ben strutturato, ambizioso. “Il Milan è un sogno”, la frase di rito per cominciare l’avventura. Insomma, gli ingredienti per definirlo un grande colpo ci sono. Ma poi la torta è venuta fuori male, malissimo.

Partiamo dalla fine. Nove presenze complessive in un anno, una anche in Champions League contro il Barcellona a San Siro (bei tempi). Zero gol, zero assist, un’ammonizione. Tutte vittorie. Sì, anche in Champions (2-0, gol di Robinho e Muntari, una delle ultime grandi serate europee). Talismano.

Ma ci sono un paio di chicche molto interessanti del suo anno al Milan. Tutte fuori dal campo. La prima, il numero di maglia: prende il 12, mai nessun giocatore di movimento nella storia rossonera lo aveva indossato prima.

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Gli aneddoti

Un altro aneddoto, datato settembre 2012: M’baye Niang, anche lui arrivato al Milan quell’anno dalla Francia, non ha ancora 18 anni ma viene beccato dalla Polizia alla guida. “Sono Traoré”, dice agli agenti. Che non ci cascano. Geniale.

Dopo il rossonero, Traoré va in Turchia: prima Erciyesspor, poi Bursaspor fino al 2016. Oggi ha 35 e da quell’anno non ha una squadra. Un ex giocatore, in pratica.

I tifosi non lo dimenticheranno mai. E abbiamo visto e capito i motivi. Una storia simpatica quella di Traoré. Che è uno – dei tanti a dire il vero nella storia recente – passati al Milan un po’ per caso. Ma se di alcuni non ricordiamo (né ricorderemo) nemmeno il nome, di lui avremo sempre un bel ricordo. Il ricordo del talismano.

Scritto da
Pasquale La Ragione