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Honda: “Romagnoli non si allenava al massimo. Balotelli? Volevo cambiarlo”

Keisuke Honda, ex numero 10 del Milan e talento del calcio giapponese, non ha usato mezzi termini per pungere alcuni vecchi compagni.

Keisuke Honda e Mario Balotelli (© Getty Images)

Ha lasciato il Milan ormai da diverso tempo. Ma l’esperienza rossonera può considerarsi la più prestigiosa in assoluto della carriera di Keisuke Honda. L’ex numero 10 giapponese è stato un personaggio iconico, seppur non amatissimo, in maglia rossonera.

Arrivato a costo zero dal CKSA Mosca, Honda ha realizzato il suo sogno: giocare in Serie A, proprio nel Milan, la squadra che da giovanissimo apprezzava più di tutte ammirandola da lontano. Il nipponico, che oggi è impegnato in più fronti e non solo nel calcio, è tornato a parlare dell’esperienza italiana alla Gazzetta dello Sport.

Questi i suoi pensieri, anche molto onesti, sul suo passato al Milan: “Devo dire grazie a Galliani, ho realizzato il sogno che avevo da ragazzino, lo scrissi anche in un tema. Indossare la maglia numero 10 del Milan. Devo ammettere che in un contesto diverso non avrei mai giocato in rossonero. Ero arrivato in una società piena di problemi, non si potevano prendere top-player. Non c’erano progetti, era impossibile vincere qualcosa. I tifosi erano scontenti”.

Honda si è soffermato poi sull’attuale capitano rossonero, Alessio Romagnoli: “Un grande difensore, ma in qugli anni non si è mai allenato al 100%. Non si impegnava troppo, secondo me deve credere di più in sé stesso e cambiare filosofia ed atteggiamento”.


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Altro calciatore del Milan con cui Honda divise lo spogliatoio fu Mario Balotelli. Forse uno degli attaccanti più talentuosi ma allo stesso tempo maggiormente discontinui del calcio italiano. Il giapponese ha un ricordo molto particolare dell’atteggiamento di Super Mario.

Lui aveva un talento enorme, ma non faceva nulla per migliorare e crescere – ha ammesso Keisuke – Volevo cambiare la sua routine quotidiana: ‘Mario, fidati, se vuoi diventare il migliore devi allenarti duramente’. Mi ascoltò e il giorno dopo si presentò in palestra 40 minuti prima della seduta. Anche il giorno seguente. Al terzo, si era già stufato. Mario è così”.

Parole dolci invece per Gianluigi Donnarumma: “Talento naturale, può diventare il numero uno al mondo nel suo ruolo. Può raggiungere Buffon, gliel’ho sempre detto. Se ci riuscirà un giorno dovrà offrirmi una cena con una buona bottiglia di vino”.

Cosa fa oggi Keisuke Honda

Ma che fine ha fatto Honda? Il giapponese è un giramondo, un uomo ricco di impegni e di interessi, nonostante ufficialmente sia ancora un calciatore professionista a tutti gli effetti. Nel 2017 ha lasciato il Milan per scadenza di contratto e da lì in poi ha cambiato cinque squadre di cinque paesi diversi.

Keisuke Honda (© Getty Images)

Ha indossato le maglie di Pachuca (Messico), Melbourne Victory (Australia), Vitesse (Olanda), Botafogo (Brasile) ed oggi milita nel Neftci Baku (Azerbaijan). Dal 2018 ha avviato anche la carriera da allenatore: è stato infatti ingaggiato come commissario tecnico della Cambogia.

Ma non finisce qui: l’ex Milan è anche un esuberante imprenditore. Dal 2019 Honda si è messo in affari con l’attore americano Will Smith, investendo milioni di dollari negli eSports e nella organizzazione Gen.G.

Scritto da
Keivan Karimi