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Milan News

Nuovo Stadio, la proposta dell’ex sindaco: “Radiamo al suolo San Siro!”

La provocazione bella e buona dell’ex primo cittadino di Milano, per dare un taglio a voci, critiche e polemiche sul nuovo stadio.

Continuano ad esserci aggiornamenti quotidiani ma sempre più caotici sulla costruzione del nuovo stadio di Milano. La casa dove Milan ed Inter sperano di giocare nel prossimo futuro.

San Siro (©LaPresse)

I due club cittadini sono uniti nell’idea di attingere ad un impianto moderno, nuovo di zecca, in linea con le caratteristiche e le potenzialità dei migliori impianti calcistici europei.

Il problema è sempre lo stesso: dove costruire il nuovo stadio? L’idea di Milan e Inter è quella di erigerlo al posto dell’attuale Giuseppe Meazza, nel quartiere di San Siro. Ma serve l’appoggio del Comune e del sindaco Giuseppe Sala, che tarda ad arrivare per via delle opposizioni tutt’altro che sorvolabili.

Albertini attacca Sala: “Non vuole lo sviluppo della città”

A dare il proprio parere sulla questione stadio c’ha pensato anche l’ex primo cittadino di Milano. Ovvero Gabriele Albertini, sindaco tra il 1997 ed il 2006.

Intervistato da Telelombardia Albertini ha utilizzato termini molto duri, soprattutto nei confronti del suo successore Sala. A suo dire l’attuale sindaco preferisce guardare interessi politici piuttosto che le esigenze della città: “Il difetto dell’amministrazione Sala è che si è piegata in un complesso di inferiorità verso lo sviluppo della città. Preferisce dar retta a correnti politiche vicine, come quella dei verdi talebani, piuttosto che pensare in grande. La conservazione e le posizioni oltranziste sono molto poco milanesi, concetti completamente sbagliati”.

La soluzione stadio per Albertini è semplice quanto caustica: “San Siro va raso al suolo, spianato. C’è un progetto per uno stadio moderno, al passo coi tempi, un beneficio per tutto il quartiere e per la città intera. I capitali vengono dai privati e dunque non si rischiano tassazioni sui cittadini e sul Comune. Chi vuole il verde vada in alto, la superficie è libera e pulita”.

Scritto da
Keivan Karimi