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Chi è Noa Lang, fra gol e colpi di… testa: caratteristiche e curiosità

Chi è Noa Lang, il focus sull’esterno del Club Brugge che piace al club rossonero. Gol, dribbling e colpi di… testa. Tanto talento ma un carattere difficile da gestire. 

Fra le priorità del Milan per il calciomercato estivo c’è un esterno offensivo. Se l’obiettivo è quello di fare un percorso importante anche in Europa, i rossoneri hanno bisogno di un Leao anche dall’altra parte del campo, indispensabile per fare un salto di qualità. Messias e Saelemaekers hanno dato il loro contributo per questo Scudetto; Alexis ha ancora margini di miglioramento ma un acquisto in quella posizione del campo è necessario.

Noa Lang (©LaPresse)

Noa Lang è un obiettivo serio e concreto. MilanLive.it conferma che il Milan ha incontrato il procuratore e il padre del ragazzo, attualmente in forza al Club Brugge. Come rivelato da diverse fonti, il costo del cartellino dovrebbe essere di poco superiore ai 20 milioni di euro. Un giocatore molto interessante, classe 1999, che potrebbe fare al caso di Stefano Pioli anche perché abile in diverse posizioni del campo. E quest’anno il Milan ha dimostrato di essere una squadra senza ruoli fissi ma con la necessità che tutti sappiano fare tutto. Noa Lang rientra in questa categoria di calciatori. Attenzione però, perché il ragazzo ha un certo caratterino… Grazie al collega Alec Cordolcini per il prezioso contributo.

Noa Lang è un’ala tuttofare

Partiamo però dalle cose più interessanti, e cioè le sue qualità tecniche e caratteristiche. Noa Lang nasce come un’ala sinistra, in stile Leao, ma nel corso della sua esperienza in Belgio ha modificato il modo di giocare anche per un cambiamento di ruolo. Nelle partite di Champions o più in generale contro avversari più difficili, il Club Brugge si è spesso schierato con un 3-5-2 invece del 4-3-3, in modo da avere maggior copertura.


In questo sistema Lang ha giocato da seconda punta in modo da sfruttare quelle che sono le sue capacità di: progressione, velocità, dribbling e attacco dello spazio. Quella appena conclusa è stata la sua seconda stagione Club Brugge: nella prima è stato devastante con 16 gol segnati (+1 in Champions) e il premio di miglior giovane della stagione. Meno bene nella seconda, anche a causa del cambio di allenatore – a metà anno è arrivato Schreuder, di recente scelto come sostituto di Ten Hag proprio all’Ajax – con il quale è entrato spesso in contrasto (“Gli ho mandato un messaggio per dirgli che non doveva più parlarmi”, ha detto Noa Lang nell’intervista a HLN) ma è stato comunque importante (soprattutto con i 15 assist, oltre ai 9 gol).

Il motivo dell’addio all’Ajax

Noa Lang può essere considerato il simbolo della politica di Overmars, ex direttore sportivo dell’Ajax – allontanato pochi mesi fa per questi extra calcio. Con l’acquisto di giocatori di qualità, si è ristretto lo spazio per i giovani provenienti dal vivaio per la prima squadra; nella storia dell’Ajax è sempre stato, invece, un passaggio naturale, quasi obbligatorio e scontato. L’aumento della concorrenza ha costretto molti ragazzi a lasciare il club per trovare spazio altrove. A Noa Lang è accaduto proprio questo.


Chiuso da Dusan Tadic e David Neres, l’olandese è stato costretto a fare le valigie: al Club Brugge prima ci va in prestito, poi viene acquistato a titolo definitivo. Fra quelli che hanno deciso di lasciare l’Ajax è fra i migliori, tanto da creare qualche rimpianto in casa Ajax. Con gli ajacidi Noa ha giocato scampoli di partite anche durante la stagione nella quale la squadra di Ten Hag in semifinale di Champions – eliminando Juve agli ottavi e Real Madrid ai quarti.

Un episodio da cancellare

Adesso passiamo al lato caratteriale, e qui Noa Lang va valutato molto attentamente dai dirigenti del Milan – sempre molto sensibili nelle valutazioni ai comportamenti dei giocatori fuori dal campo. Abbiamo già citato i contrasti con l’allenatore Schreuder nel corso di questa stagione (Noa è un peperino, la classica persona che ha la necessità di avere sempre l’ultima parola) che gli hanno tolto un po’ di spazio.


Ben più grave, invece, l’episodio che riguarda lo scorso anno: durante la festa Scudetto del Club Brugge, Noa Lang intonò dei cori antisemiti per insultare la squadra avversaria, l’Anderlecht. Nei Paesi Bassi, e nel Belgio soprattutto, c’è questa tendenza ad indentificare alcuni club come ebraici e ad insultarli con questi orribili epiteti. Per Noa Lang lo sconcerto è doppio in quanto veniva dall’Ajax, uno di quei club considerati da sempre, appunto, ebraici. Un brutto episodio – che in Belgio ha fatto molto scalpore e che è in linea con il carattere di Noa – chiuso con le scuse ufficiali e la partecipazione del ragazzo ad un progetto sociale che prevedeva la visita ad un campo di concentramento.

Curiosità su Noa Lang: è nella storia dell’Ajax

Concludiamo questo focus con due curiosità molto interessanti che riguardano la carriera di Noa Lang, che sembra definitivamente pronto per il grande salto in una big. Noa viene da un lungo percorso, molto formativo dal punto di vista tecnico e tattico. Il Club Brugge è comunque un’ottima scuola dove mettere minuti di calcio nelle gambe per un giovane talento, ma la “fortuna” di Lang nasce molto prima: è fra i pochi ad aver avuto la possibilità di fare le giovanili sia del Feyenoord che dell’Ajax, praticamente due delle migliori scuole di calcio d’Europa, oltre che dell’Olanda.

Inoltre Noa è anche nella storia dell’Ajax: è stato il secondo giocatore degli ajacidi a segnare una tripletta all’esordio da titolare. Era il 1 dicembre 2019 e contribuì – insieme a Jan Klaas Huntelaar, un ex milanista – alla rimonta contro il Twente (da 2-0 a 5-2). Aveva già giocato nella stagione precedente – come detto prima, cioè quella dell’Ajax in semifinale di Champions – ma solo in quella successiva trovò la prima da titolare, e proprio in quella occasione segnò questi tre gol fondamentali per il proprio club.

Scritto da
Pasquale La Ragione