Il calciatore esce allo scoperto dichiarando di tifare per il Milan. I tempi sembrano maturi per un suo approdo in rossonero
La decisione di volare in Inghilterra da giovanissimo non sta certamente pagando. Ora il ritorno in Italia è davvero possibile, proprio al Milan.
Non è la prima volta, d’altronde, che un calciatore, che non riesce ad esplodere in Premier League faccia ritorno nel nostro paese dopo essere stato stra-pagato. L’esempio più emblematico di quanto stiamo scrivendo è sicuramente Romelu Lukaku, che dopo aver lasciato l’Inter per approdare al Chelsea è sbarcato per altre tre volte in Italia per rilanciarsi. Prima proprio il nerazzurro, poi alla Roma e ora, infine, al Napoli di Antonio Conte.
Rischia di vivere una situazione simile, come stiamo raccontando in questi giorni, anche Joshua Zirkzee. L’olandese sarebbe voluto rimanere in Serie A a vestire la maglia del Milan, ma il club rossonero non è riuscito a trovare un accordo con il suo entourage sulle commissioni, costringendo, di fatto, il calciatore a trasferirsi in Premier League. Nonostante ci fosse un’intesa sullo stipendio e la volontà di pagare i 40 milioni di euro della clausola rescissoria, Zirkzee si è trasferimento al Manchester United, dove sta ampiamente deludendo le attese e dove in molti lo paragonano proprio a Lukaku. Un ritorno in Serie A, la prossima estate, non è certo da escludere. Chiaramente a condizioni vantaggiose.
Può accadere lo stesso per un altro calciatore, che ha lasciato l’Italia da tempo, quando era davvero giovanissimo. Ha fatto incassare tanto all’Inter, ma l’esplosione tanto attesa non c’è stata.
Stiamo parlando di Cesare Casadei di proprietà del Chelsea, reduce da alcune esperienze in prestito, più o meno fortunate. Oggi il giocatore classe 2003 è rimasto a Londra, ma visti i tanti elementi in rosa trovare spazio è praticamente impossibile. Così le presenze, venendo schierato da mediano, sono fin qui due, una in Conference League, l’altra in EFL Cup. Il contratto di Casadei scade nel 2028, ma un ritorno in Italia non è da escludere, magari proprio al Milan, squadra per la quale fa il tifo: “Da bambino avevo come idolo Kaká e tifavo Milan. Sono però un professionista e la mia prima squadra in A è stata l’Inter, con cui non ho rancori per la cessione“, ha affermato l’ex Inter ai microfoni di Tuttosport. Il Diavolo ha bisogno di più sangue azzurro nelle vene, meglio ancora se a macchie rossonere.