Le dichiarazioni del giornalista in diretta, che cambierebbero l’assetto del Milan: Carnevali, l’uomo giusto per il Diavolo
L’intervista a Michael Cuomo a Zona Rossonera, sul canale YouTube di Calciomercato.it, è stata realizzata a poche ore da Milan-Stella Rossa e di conseguenza prima delle accuse di Fonseca ad alcuni suoi giocatori.
Il problema di una mancanza di coesione, sottolineata dal giornalista, resta, però, davvero attuale: “Non credo al Milan manchino giocatori perché per individualità e organico credo sia la seconda della Serie A. Però la forza di altre squadre come l’Atalanta è l’unità di intenti. Le idee dell’allenatore unite alla società che è capace di ragionare rendendosi conto quando c’è bisogno di spendere, chi appoggiare in determinate situazioni… sembrava l’Atalanta non dovesse più esserci dopo il Papu Gomez, ma il sostegno a Gasperini ha pagato. Qui arriviamo da uno sfogo arbitrale che ha visto Morata, leader dello spogliatoio, di non pensare agli arbitri e il presidente che dice gli arbitri hanno sempre ragione. Anche da queste piccole cose viene fuori una diversità di vedute e questo secondo me è il problema principale”.
In casa Milan tutti sembrano davvero sotto esame, ma Michael Cuomo non si aspetta una rivoluzione totale in dirigenza, ma un’idea per il Milan ce l’ha:
“Cambiare l’ennesima società con la stessa proprietà sarebbe certificato di fallimento, però qualcosa si dovrà rivedere. Il Milan deve essere riconosciuta e riconoscibile con due volti. Non con quattro con due che sono presenti in una partita e due in un’altra. Si deve arrivare al punto di dire: con chi affronto i problemi, il mercato, lo stadio? Servirebbe una figura riconoscibile come Marotta, una figura che tu dici “Ha parlato il Milan”.
Una figura come Galliani? “Lì stuzzichi le corde del mio cuore – prosegue Cuomo -, lì ti rendevi conto che il Milan era l’eccellenza in tutto e per tutto. Oggi non è più possibile, ma un Giovanni Carnevali sarebbe la figura che tu sai chi è e cosa fa. Va lui in Lega, parla di mercato, di contratti. Basta pensare a come ha mantenuto il Sassuolo in Serie B. Non è un’indiscrezione, ma mi viene in mente un dirigente che è di calcio, che conosce la politica del calcio. E non è un caso che sia amico di Galliani e Marotta. Carnevali, che non ha al momento affrontato il peso di un grande club, lo vedo pronto. Non è un caso che si parli di Roma per lui, e a Roma forse fai più fatica del Milan con tutto il caos e le pressioni e non mi sorprende che Carnevali sia accostato alla Roma”