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Milan campione d’Europa nel 1994: che fine hanno fatto gli eroi di Atene

ULTIMO AGGIORNAMENTO 16:00

Nel 1994 il Milan vinse la Coppa dei Campioni contro il Barcellona con il risultato di 4-0. Cosa fanno oggi quei calciatori diventati gli eroi di Atene.

Milan campione d'Europa 1994 che fine hanno fatto
Milan-Barcellona del 1994 (foto dal web)

Non vedo proprio come possiamo perdere“. Siamo di fronte ad un caso lampante di ultime parole famose. A pronunciarle, in questo caso, Johann Cruijff, uno dei più forti giocatori di sempre e, tutt’altro che scontato, allenatore di successo.

Quelle parole le disse alla vigilia di MilanBarcellona del 1994, la finale di Coppa dei Campioni. Che oggi, a distanza di quasi 26 anni, è definita la partita del secolo. Il risultato è scritto nei libri di storia: 4-0. Per il Milan. Cruijff e il suo Dream Team – una squadra davvero stellare – avevano sbagliato i conti.

Un’impresa, quella del Diavolo. Per di più, senza due quarti della difesa titolare (Franco Baresi e Alessandro Costacurta squalificati). La doppietta di Daniele Massaro, la magia di Dejan Savicevic e il piazzato di Marcel Desailly diedero una lezione di calcio agli spagnoli e una gioia immensa ai propri tifosi.

Ma il Milan, come organico, non aveva molto da invidiare al Barcellona. Anche Capello, che adottò uno stile di gioco diverso dal predecessore Arrigo Sacchi ma comunque vincente, aveva a disposizione una rosa spaventosamente forte. Dai soliti Baresi, Maldini e Tassotti ad Albertini, Boban, Savicevic e Massaro.

Sono passati tanti anni da quella partita e gran parte di quei calciatori sono rimasti nel mondo del calcio. Altri, invece, come Savicevic, hanno intrapreso la strada della politica. Vediamo insieme che fine hanno fatto i giocatori di quel Milan, in campo e in panchina.

La formazione:

Milan (4-4-2): Rossi; Tassotti, Galli, Maldini, Panucci; Boban, Desailly, Albertini, Donadoni; Savicevic, Massaro.
A disp.: Ielpo, Carbone, Nava, Lentini, Simone.

Cosa fanno oggi i titolari

Sebastiano Rossi era il portiere titolare di quel Milan. Schivo e calmo in campo; fuori, invece, qualche guaio l’ha combinato. Addirittura nel 2011 è stato arrestato. Sì, avete capito bene. Arrestato per aver colpito con un pugno un maresciallo dei Carabinieri.

Mauro Tassotti, in assenza di Baresi, alzò quella coppa da capitano. Legato al Milan per molti anni come allenatore in seconda, dal 2016 è il collaboratore di Shevchenko sulla panchina dell’Ucraina.

Paolo Maldini, che giocò la finale da difensore centrale, è l’attuale direttore tecnico dei rossoneri. Ha contratto il Coronavirus ma è in buone condizioni. Difficile la sua permanenza dopo l’addio di Zvonimir Boban, anche lui in campo quella sera.

Filippo Galli è stato per anni il responsabile del settore giovanile del Milan. Sotto la sua gestione sono usciti fuori Donnarumma, Calabria, Cutrone, Locatelli e molti altri. Dallo scorso anno collabora con la FIGC per lo sviluppo del calcio giovanile in Italia.

Christian Panucci ha intrapreso la carriera da allenatore. Prima, però, è stato opinionista per Sky e poi per Fox Sport. Nel 2011 ha anche partecipato a “Ballando con le Stelle”. In panchina, invece, l’ultima esperienza è con l’Albania (esonerato un anno fa). Al momento è libero.

Zvonimir Boban ha preferito la via dirigenziale. Per anni ha lavorato nella FIFA e con grandi risultati. L’estate scorsa è diventato Chief Football Officer del Milan. Dopo un’intervista alla Gazzetta dello Sport a quanto pare non concordata, Elliott Management ha deciso di allontanarlo.

Demetrio Albertini, come Boban, è diventato dirigente. Capo-delegazione ai Mondiali del 2014, l’anno successivo si è candidato alla presidenza della FIGC, ma a vincere le elezioni è stato Carlo Tavecchio. Nel 2019 è tornato in Federazione con la carica di presidente del settore tecnico.

Marcel Desailly dopo il ritiro ha fatto l’opinionista per diverse trasmissioni. La UEFA lo ha scelto come ambasciatore per gli Europei. Che, ricordiamo, dovevano giocarsi quest’estate ma, causa Coronavirus, è stato rimandato di un anno.

Roberto Donadoni ha scelto la panchina e con risultati molto soddisfacenti, tanto che in molti lo avrebbero voluto vedere all’opera al Milan. Nel 2008 guidò l’Italia campione del mondo agli Europei. Oggi, dopo esperienze a Napoli, Cagliari, Parma e Bologna, è allo Shenzhen, in Cina.

Dejan Savicevic come anticipato è entrato in politica. Inizialmente ha provato ad allenare: prima la Jugoslavia, poi Serbia e Montenegro. Adesso, invece, è a capo della Federazione calcistica del Montenegro.

Daniele Massaro è stato addirittura pilota di Rally. Anche il golf è una sua grande passione. Ha tentato la strada politica candidandosi come consigliere di Forza Italia. Poi però è tornato nel mondo del calcio è oggi è al Milan, squadra a cui è rimasto molto legato, con la carica di ambasciatore insieme a Baresi.

La panchina

Mario Ielpo è un avvocato e si è dedicato completamente a questa pratica. Fa anche l’opinionista in alcune tv regionali della Lombardia. Stefano Nava è diventato allenatore e ha guidato anche diverse squadre giovanili del Milan, fra cui la Primavera. È il telecronista, insieme a Pierluigi Pardo, nel videogioco FIFA.

Angelo Carbone è l’attuale responsabile del settore giovanile del Milan, voluto fortemente dal direttore tecnico Maldini. Gianluigi Lentini ha cambiato completamente vita e si è dato alla vendita di miele a Carmagnola, dove è nato. Marco Simone ha fatto tutto: prima il dirigente, poi il procuratore sportivo, infine l’allenatore. Dopo aver sfiorato il ritorno al Milan per allenare la squadra b (poi mai nata), è andato in Marocco per guidare il Chabab Mohammedia.

In quel Milan c’era anche Papin, Pallone d’Oro nel 1991. Ha tentato la strada della panchina ma con scarsi risultati. In rosa anche Brian Laudrup, anche lui, come Desailly, ambasciatore per l’Europeo. Nel 2010 ha rivelato di essere malato di cancro, è guarito nel 2016. Infine Stefano Eranio, diventato commentatore sportivo. Nel 2015 è stato licenziato da RSI, tv svizzera, per un commento discriminatorio e razzista su Antonio Rudiger durante Bayer Leverkusen-Roma.