Mancini e Mihajlovic (getty images)
Mancini e Mihajlovic (getty images)

Sinisa Mihajlovic e la ‘sindrome’ chiamata Roberto Mancini; descrive con questa particolare metafora il momento difficile del tecnico del Milan il giornalista Alfredo Pedullà sul proprio sito web, che racconta di come il serbo possa in questo momento letteralmente invidiare l’amico-rivale che siede sulla panchina dell’Inter. La situazione delle due squadre è differente e passa anche dallo stato d’animo e dal tipo di lavoro concesso ai due mister, anche se c’è da evidenziare come il ‘Mancio’ abbia qualche annetto e trofeo in più in bacheca rispetto all’ex compagno di squadra.

Mihajlovic sperava di ottenere dalla dirigenza rossonera lo stesso trattamento avuto proprio dall’amico Mancini all’Inter circa un anno fa, chiamato in causa dopo il flop di Walter Mazzarri e che, nonostante sei mesi piuttosto deludenti per gioco e risultati, è stato sempre difeso dal club, un ingaggio mai ripudiato a cui è stato concesso di sbagliare ma anche di riprogrammare da capo in estate, allontanando i giocatori da lui considerati poco utili alla causa e costruendo una rosa che al momento lo vede meritatamente in testa alla classifica.

Completamente diversi i mesi rossoneri per il serbo, che oltre ai rapporti tesi con Silvio Berlusconi ha dovuto accettare di tenere con se’ in rosa elementi come Nigel de Jong o Philippe Mexes solo per i capricci presidenziali, ha fatto fuori Diego Lopez andando in conflitto con le scelte di Adriano Galliani e si è sentito troppo spesso dare addosso senza alcuna pazienza o fiducia, tanto da parlare di ‘ambiente strano’ nei pressi di Milanello. E quel desiderio almeno per gennaio di avere un centrocampista vero, che sia utile al suo gioco, con il serio rischio di non essere accontentato. La differenza tra l’Inter capolista ed il Milan ancora nell’anonimato parte anche da queste faccende. Non è vero affatto che tutto il mondo è paese…

 

Redazione MilanLive.it