braida Galliani
Ariedo Braida & Adriano Galliani (©Getty Images)

CALCIOMERCATO MILANAndriy Shevchenko è stato uno dei più grandi centravanti della storia del Milan. Non a caso è il secondo bomber rossonero di sempre con 175 gol totali. Davanti a lui solo il leggendario Gunnar Nordhal.

Dal 1999 al 2006 l’ucraino ha collezionato 1 Champions League, 1 Supercoppa Europea, 1 Coppa Italia, 1 Scudetto e 1 Supercoppa Italiana. E non dimentichiamo il Pallone d’Oro del 2004. I trofei avrebbero anche potuto anche essere di più. Basti pensare alla maledetta finale di Istanbul contro il Liverpool nel 2005. Un anno dopo il giocatore lasciò Milano per Londra, ma nel Chelsea deluse le aspettative. E anche il ritorno in Italia nel 2008-2009 fu tutt’altro che memorabile: 2 gol in 26 presenze.

Calciomercato Milan, Shevchenko-Galliani: la rivelazione di Braida

Artefice dell’arrivo di Shevchenko al Milan fu Ariedo Braida. L’allora direttore sportivo rossonero lo seguì a lungo e poi riuscì a concludere l’affare per poco più di 20 milioni di euro. Ma per riuscire nel colpo, dovette vincere la resistenza di Adriano Galliani. Lo storico amministratore delegato del club milanista non era del tutto convinto dal giocatore.

Ieri Braida a Radio24 ha raccontato un aneddoto abbastanza conosciuto: “Non siamo mai andati insieme a vedere un giocatore che volevamo prendere. L’unica volta è capitata con Shevchenko. Siamo andati a Kiev a vedere una partita di Champions League, Sheva non toccò palla, fece pochissimo e allora Adriano mi chiese se ero sicuro di voler prenderlo comprare a quelle cifre Io gli risposi di stare tranquillo, perché l’avevo visionato più volte. Alla fine lo abbiamo acquistato ed è diventato il secondo miglior marcatore rossonero dopo Nordhal”.

Il merito dell’approdo di Shevchenko al Milan è dunque di Braida. L’allora bomber della Dinamo Kiev aveva stupito tutti in Champions League con grandi prestazioni. Ma la sera in cui Galliani andò a vederlo, evidentemente non riuscì ad esprimere il suo massimo. Però ha avuto modo successivamente di dimostrare di essere un grande campione. Mentre Barcellona e Real Madrid, che lo avevano rifiutato, hanno certamente rosicato un po’.

 

Matteo Bellan – www.milanlive.it