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Milan, Merkel è esploso, Allegri medita

MILAN MERKEL – Sabato sera a vedere quel ragazzino scorazzare per il prato di Torino con una fierezza e una classe del campione, Galliani si sarà domandato:”Ma chi è quel biondino, ha una faccia familiare?”. Alexander Merkel (19) è una delle tante vittime del vizio italiano per cui o hai almeno 23 anni o il tuo cognome finisce in –Vic o –Inho, altrimenti tribuna o campionato Primavera. Il giovanotto di belle speranze è nato in Kazakistan da genitori tedeschi di Russia ed è cresciuto nelle giovali dello Stoccarda. Buone credenziali, ma insufficienti per inserirlo nel turnover di una grande squadra come il Milan. Max Allegri ci ha provato, lo ha gettato nella mischia in Champions (0-2 vs Ajax)e lo ha schierato con continuità in Coppa Italia, ripagato con un gol e un assist contro il Bari. Anche in campionato ha avuto i suoi spazi, ma più per la catena maledetta di infortuni che ha colpito i rossoneri che per autentica fiducia nelle sue qualità. Così il biondino in estate ha ammucchiato i suoi averi, ha salutato i compagni ed ha lasciato Milanello, destinazione Genoa. Una pedina di scambio per arrivare a Stephan El Shaarawy, la vera star, il cui cartellino vale la somma del multietnico Alexander più un conguaglio di 7 milioni di euro. Il nome ricorda vagamente un qualche faraone egiziano, indubbiamente più affascinante di uno che si chiama come il Cancelliere di Germania. E se aggiungete i 9 gol da protagonista con il sorprendente Padova la differenza di peso tra i due è spiegata. Oggi però il Faraone rossonero non trova spazio in avanti, frenato da un infortunio e dalla concorrenza offensiva (164 minuti sempre dalla panchina esclusa la sfida con gol all’Udinese), mentre il giovane Merkel stupisce in rossoblu. Niente di trascendentale: El Shaarawy ha ancora tempo per dimostrare il suo valore, ma il problema è che Allegri ha estreme necessità di un centrocampista alla Merkel, grintoso e tecnico al punto giusto, capace di mandare in gol i compagni e tentare lui stesso la via della porta. Un elemento perfetto per la mediana rossonera, apparsa più volte satura di quantità, ma povera di qualità. Non è stato tutto così semplice per Merkel: un arrivo a Genova un po’ in sordina, con il mugugno dei tifosi per la partenza del Faraone, e una problema ai flessori della coscia sinistra che ne ha ritardato l’inserimento. L’esordio è arrivato domenica scorsa contro il Lecce, con il biondino tra i più propositivi in una prova opaca dei rossoblu. E poi il trionfo di Torino, a casa dei campioni bianconeri. Alexander ha lasciato da parte la paura, sentimento non previsto nel suo glaciale dna, ha lottato, mandato in gol Rossi, sfiorato il la marcatura a più riprese colpendo una traversa e un palo esterno. A fine partita arriva l’onorificenza di man of the match e i complimenti di mister Malesani:” Merkel sta crescendo bene: migliora giorno dopo giorno, deve solo essere più concreto “. Aspettando la sua definitiva esplosione l’allenatore medita la promozione a titolare al posto dell’altalenante Jorquera, mentre Allegri segue da lontano la sua crescita e, forse, si mangia un po’ le mani.

Davide Capogrossi – Milanlive.it