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Milan: triste, solitario e laterale. Honda va all’inseguimento

Honda

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Difficilmente si sarebbe immaginato di diventare un giocatore part-time in così poco tempo. C’era una volta la… cresta dell’Honda. Poi il samurai ha iniziato a rendere sempre meno, e a Napoli ha pure dovuto togliersi l’armatura per curarsi la gastroenterite. Oggi tornerà in scena, ma mercoledì sarà nuovamente davanti alla tv perché la Champions, già vissuta nella fase a gironi col Cska, non è affar suo. Insomma, la statistica dell’avventura rossonera di Keisuke ultimamente tende piuttosto al ribasso. Non erano questi i piani di battaglia del samurai. Un calo di prestazione lento ma inesorabile, che l’ha portato dal promettente esordio col Sassuolo alla gioia del primo gol milanista (negli ottavi di Coppa Italia, allo Spezia), prima di imboccare la strada del graduale ridimensionamento. Motivi? Principalmente due: la condizione fisica non ancora ottimale, che non gli permette gambe sufficientemente toniche, e la posizione in campo. La sua zolla preferita è la parte centrale della trequarti, ma là c’è Kakà e quindi Seedorf di solito lo piazza sulla corsia destra. Dove c’è da pedalare avanti e indietro, cosa che Honda fino a qui ha faticato a fare.

Pazienza – Due fattori strettamente connessi, che alla lunga hanno ridotto il rendimento del giapponese. Stasera, complice l’infortunio di Robinho, Honda tornerà in campo. In quale posizione non è ancora chiaro: se giocherà Poli, Keisuke avrà il piacere di sistemarsi dietro Balotelli; se giocherà Saponara (o Kakà), continuerà ad agire a destra. Poi, come dice Seedorf, «ai tre dietro la punta io do sempre molta libertà di movimento, possono scambiarsi quando vogliono». Intanto, per quanto riguarda Honda il tecnico chiede di non essere affrettati nei giudizi: «Deve avere pazienza, Russia e Italia sono paesi molto diversi. Non sono preoccupato, perché è uno che lavora molto, anche in fase difensiva». Honda è, con Taarabt e Balotelli, uno dei tre titolari certi nell’attacco di questa sera. Non vedremo l’abbinata Balo-Pazzini («è qualcosa di possibile, ma non la situazione ideale perché ci sono solo due centravanti, e potrei avere bisogno di uno a gara in corso», ha spiegato Seedorf), e restano tre uomini per la quarta e ultima maglia: Poli (favorito, anche perché potrebbe essere titolare in Champions), Saponara e Kakà, che avrebbe bisogno di rifiatare ma le cui quotazioni ieri sera erano aumentate.

Sette k.o. – Per il resto, a centrocampo non sarà riproposta la coppia Essien-De Jong, nonostante si tratti della mediana (obbligata) anti-Atletico: davanti alla difesa rientra infatti Montolivo, più accanto a De Jong che a Essien. In difesa (dove torna al suo posto Zapata), altro ballottaggio a tre: De Sciglio, Constant e Abate si giocano le corsie esterne, con i primi due favoriti. «Sceglierò la formazione quasi del tutto in base al Bologna, e non pensando all’Atletico», dice Seedorf, che intanto per stasera si ritrova con sette giocatori fuori: oltre a El Shaarawy, Cristante, Birsa e Robinho, sono bloccati in infermeria anche Bonera, Silvestre ed Emanuelson. Di questo drappello, l’unico che può recuperare per la Champions è l’olandese.

Fonte: Gasport