Milan, bilancio in rosso: Berlusconi e banche in soccorso

AC Milan v Lecce - Serie A

Nella giornata di ieri a Casa Milan si è svolta l’annuale assemblea dei soci per l’approvazione del bilancio 2013, che ha evidenziato perdite per 15.7 milioni di euro. In peggioramento rispetto al -6.9 del 2012. Le previsioni per il prossimo bilancio sono grigie, se consideriamo che mancheranno gli introiti della Champions League. Non è un caso che nella relazione degli amministratori si segnala che la capogruppo Ac Milan e la controllata Milan Entertainment hanno ottenuto, per l’esercizio 2014, due linee di credito rispettivamente di 60 e 36,3 milioni, in cambio della cessione dei contratti televisivi e pubblicitari.

Silvio Berlusconi dovrà presto intervenire direttamente mettendo mani al portafoglio, perché i 42 milioni di introiti della Champions League si faranno sentire nel prossimo bilancio. Solo alcune cessioni eccellenti in grado di generare importanti plusvalenze potrebbero permettere di sistemare i conti.

Adriano Galliani ha dichiarato: «Siamo assolutamente in linea con le norme Uefa. Non so come faranno altre società italiane che hanno perso 100-200 milioni negli anni passati». Il fatturato del Milan, al netto delle plusvalenze, è calato di una ventina di milioni: dai 275,9 del 2012 ai 254,6 del 2013. La differenza l’hanno fatta i diritti tv, sia domestici che di Champions, scesi da 139,8 a 119,6 milioni. E c’è stato pure un calo al botteghino: da 33,8 a 28,7. È proseguita la spending review. Le partenze della stagione 2012-13 hanno riverberato i loro effetti anche nell’esercizio 2013. Così c’è stata un’ulteriore sforbiciata di una trentina di milioni sugli stipendi: le spese per il personale sono calate da 183,8 a 151,3 milioni. Tra il 2011 e il 2013 questa voce è stata tagliata del 27%. Giù pure gli ammortamenti: da 53,7 a 50,8. Ma Ibrahimovic e Thiago Silva capitano una sola volta: le plusvalenze-monstre del 2012 (53,4 milioni) si sono dimezzate l’anno dopo ed è per questo che il risultato netto è peggiorato. Spicca l’aumento dei debiti (al netto dei crediti, si è passati da 221,6 a 244,4 milioni), con un maggior ricorso alla leva finanziaria: tra banche e istituti di factoring l’apporto è cresciuto in un anno di una decina di milioni.

Fonte: GaSport