Filippo Inzaghi & Adriano Galliani
Filippo Inzaghi & Adriano Galliani

Milan che sale, Inter che scende. Chi l’avrebbe mai detto, dopo un’estate di calciomercato in cui i giornali elogiavano i colpi di Thohir e dei suoi uomini di fiducia, mentre sparavano a zero sulle strategie poco chiare di Adriano Galliani, incapace e impossibilitato nello spendere, almeno non prima di sacrificare quei 3-4 elementi dall’ingaggio e dalla tenuta pesante.

 

Voti altissimi al mercato dell’Inter, con il primo colpo, già annunciato a gennaio scorso, che rappresentava l’orgoglio strategico del club: Nemanja Vidic, ex capitano dello United, preso a zero euro per dare una guida esperta alla propria difesa, ciò che con Ranocchia e Rolando era mancata lo scorso anno alla formazione di Mazzarri. Dall’altra parte snobbati i soliti ‘parametri zero’ di Galliani e compagnia, da Alex a Menez, passando per Diego Lopez e Torres, tutti arrivati praticamente a costo zero.

 

Dopo due mesi di campionato la situazione è stravolta completamente: il Milan sogna ad occhi aperti la Champions e deve ringraziare proprio i suoi volti nuovi o quasi, come Honda arrivato a 0 euro a gennaio, un Menez ritrovato e Alex leader imprescindibile della difesa. L’Inter invece veleggia nell’anonimato, reduce da alcune settimane di crisi e gioco non irresistibile. E Vidic, simbolo delle delusioni, ha dimostrato di essere molto meno affidabile del previsto: espulsione all’esordio contro il Torino, errori a raffica contro Palermo, Fiorentina e Napoli e tanto nervosismo.

 

Una beffa derivata proprio da quel mercato svincolati di cui, purtroppo, si nutre troppo spesso il calcio italiano: l’Inter aveva scommesso tutto sul serbo, che però veniva da una stagione da dimenticare a Manchester, da un addio poco sereno alla nazionale serba, da momenti delicati e cali fisici evidenti. Il Milan invece, che in questo gioco ci sa fare da anni, ha scelto Alex, uno che a Parigi era considerato un titolare, che in qualsiasi squadra ha messo piede è sempre risultato un professionista esemplare e una guida per i giovani. E la differenza sta tutta qua: Milan bravo e oculato a scovare parametri zero ancora ben disposti, Inter (o altre) che rischiano invece di trovare elementi bolliti e ormai a fine carriera. Per una volta la strategia svincolati low-cost paga con dignità gli sforzi dei rossoneri.

 

Keivan Karimi – Redazione MilanLive.it

 

 

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