Casa Milan (Getty Images)
Casa Milan (Getty Images)

Marco Bellinazzo, esperto di economia sportiva, nel suo blog Calcio & Business sul quotidiano Il Sole 24 Ore spiega la situazione relativa ai conti del Milan. Uno scenario alquanto disastroso considerando che il club dal 2010 al 2013 ha chiuso con perdite complessive per circa 160 milioni (-67 nel 2010, -69 nel 2011, -7 nel 2012 e -16 nel 2013). Senza i ricavi dalla partecipazione alla Champions League, che sono stati complessivamente di 157 milioni in quattro anni, si sarebbe corso il rischio di bruciare circa il doppio e dunque 300 milioni.

 

I ricavi, dunque il fatturato, è rimasto sostanzialmente invariato (dai 203 milioni del 2010 ai 212 del 2013). Sono stati incassati 843 milioni, ma i costi operativi di queste annate ammontano complessivamente a 1.273 milioni. La situazione è stata salvata grazie ad alcune cessioni eccellenti (Thiago Silva e Ibrahimovic su tutti) che hanno permesso di realizzare grosse plusvalenze. Senza plusvalenze e senza Champions League il Mila avrebbe perso circa 430 milioni in un quadriennio.

 

Il futuro non fa essere ottimisti. Realizzare grandi plusvalenze tramite la cessione di qualche giocatore attuale è complicato, non parliamo infatti di campioni. E la Champions League si allontana sempre di più. Fininvest dovrà già sanare 40-50 milioni di perdite per l’esercizio 2014 e rischia anche per il 2015 di dover fare una simile operazione.

 

L’idea di cedere il club, nonostante la smentita di Silvio Berlusconi, è un’opzione che viene considerata dai vertici della holding. Ma per riuscire ad attrarre investitori è necessario che la società sia sana economicamente, con un progetto stadio ben avviato ed una squadra competitiva.

 

Redazione MilanLive.it