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Silvio Berlusconi e Bee Taechaubol (photo by Instagram)

I tifosi del Milan esultano per la cessione del 48% delle azioni del club al consorzio di investitori guidati da Bee Taechaubol, vedendola come l’occasione per far tornare i colori rossoneri ai vertici dopo stagioni fallimentari o comunque lontane dai fasti del passato. Anche nel mondo del giornalismo si celebra questa grande operazione, ma Carlo Festa de Il Sole 24 Ore nel suo blog Insider pone alcune questioni in merito a questo affare oltre a ricordare che finora non è cambiato niente rispetto a 6 mesi fa visto che Fininivest deve ancora ricevere i 480 milioni di euro pattuiti. Ecco i 7 dubbi espressi dal giornalista:

 

1) malgrado 6 mesi di trattative non e’ stato raggiunto alcun accordo, tranne un preliminare senza penali. E’ come fare un preliminare sulla casa da acquistare senza alcuna penale. Puoi tirarti indietro in ogni momento.

2) non si sa ancora, neppure in questo nuovo giro di trattative tra Arcore e la Costa Smeralda, chi sono gli investitori che danno i soldi a Bee, che di suo ci mette poco o nulla.

3) si parla della banca cinese Citic, un colosso posseduto dal governo di Pechino. Ma mi chiedo io: se il governo di Pechino voleva comprare il Milan non avrebbe mandato una sua delegazione a Milano invece che affidarsi a un broker thailandese? Inoltre tutti, in ambito finanziario, sanno che qualsiasi operazione di società o banche cinesi all’estero deve avere l’autorizzazione non solo del governo centrale di Pechino ma anche delle authority locali della Grande Muraglia. Nel caso del Milan sono state avviate le procedure per le autorizzazioni?

4) facciamo pure che il Milan valga 480 milioni per il 48 per cento. Una cifra folle, ma può starci che qualche riccone asiatico scommetta una cifra del genere sul Milan. Tuttavia si parla di una quotazione possibile proprio per far rientrare gli investitori dai soldi spesi: ebbene, dubito che il Milan possa quotarsi in qualche Borsa asiatica a breve e dubito soprattutto che in una Borsa (anche quella di Hong Kong) possa valere quanto e’ stata valutata ora. Cioè un miliardo di euro.

5) l’operazione, complessa per architettura finanziaria, non ha avuto advisor finanziari. Cioè vorrei spiegarmi meglio: non sono stati coinvolti ne’ da un lato ne’ dall’altro consulenti bancari noti. Elenco i consulenti finanziari (senza soffermarmi sui legali che dovranno occuparsi di stendere i contratti) indicati finora: Licia Ronzulli, ex-infermiera, europarlamentare di Forza Italia, politicamente vicina a Berlusconi. Gerardo Segat di T&F Tax and Finance, societa’ di Lugano che si occupa di aspetti fiscali, fiduciarie e trust. Infine, Edmond DeRothschild, gestore di patrimoni di super-ricchi che gli affidano i loro soldi per amministrarli spesso in qualche paradiso fiscale, in questo caso coinvolto tramite la sede parigina.

6) perché chiudere l’operazione al 30 settembre, cioè a campionato già iniziato, quando i soldi per la campagna acquisti del Milan erano necessari adesso per rafforzare la squadra ancora con qualche innesto?

7) sui giornali, malgrado i toni trionfalistici, nessuno si e’ mai chiesto da dove arrivano i soldi di Mr Bee. E la domanda e’ proprio questa. Se vuoi scoprire la verità, segui i soldi. E’ infatti possibilissimo che qualcuno (un magnate asiatico, il governo di Pechino o altri) voglia comprare il Milan. Basta dire chiaramente chi sono i finanziatori. Non e’ invece possibile che per un club come il Milan, con milioni di tifosi in Italia e nel mondo, non sia chiaro chi ci mette davvero i soldi, insomma chi e’ l’azionista reale e non solo di facciata. Soprattutto in vista di una possibile Ipo in Borsa, quando il ruolo degli azionisti deve essere trasparente.

 

Redazione MilanLive.it