Pierino Prati (Getty Images)
Pierino Prati (Getty Images)

Pierino Prati, 102 gol in 209 partite nel Milan. Vincitore di uno scudetto, due Coppe Italia, due Coppe delle Coppe, una Coppa dei Campioni e una Coppa Intercontinentale con la maglia rossonera. La redazione di MilanLive.it lo ha intervistato per parlare della situazione attuale del Milan e lo ringraziamo per disponibilità e cortesia mostrate.

 

1) Partiamo da un parere sulla squadra alla luce di quanto visto finora nelle partite amichevoli precampionato.

“Non era il caso di esaltarsi troppo dopo la Cina, perché questo era un periodo un po’ particolare dove le squadre fanno lavori diversi e qualcuno può entrare in condizione prima rispetto ad altri. Il Milan sembrava già a posto, invece c’è ancora tanto lavoro da fare. Contro il Bayern Monaco ha subito dal primo all’ultimo minuto senza avere la forza e la testa per cercare di ribaltare la situazione mostrando maggiore aggressività. Magari il lavoro che sta facendo la squadra pagherà a livello di continuità del rendimento. Nelle altre due partite in Cina probabilmente Inter e Real non erano a posto fisicamente, il Milan stava meglio e dunque ha fatto due buoni risultati. L’importante è capire che il Milan sta cambiando e credo che arriveranno altri acquisti per completare la rosa. Bisogna poi avere pazienza, perché incontrare squadre così organizzate come il Bayern, che è tra le migliori al mondo, può diventare complicato. E’ stata una giornata brutta, ma migliora la situazione per chi pensava che eravamo già arrivati in cima alla montagna. C’è ancora tanto da scalare. Abbiamo incontrato la cima più difficile da scalare in questo momento”.

 

2) C’è qualcuno dei giocatori che l’ha stupita in positivo o qualcuno dal quale si aspettava di più?

“No, sono tutti in una situazione nella quale possono portare molto di più. Non si può fare una valutazione pensando per esempio alla partita di ieri sera. Attaccanti come Bacca e Adriano hanno un curriculum che di mostra che i gol li hanno sempre fatti, quindi aspettiamo che si ambientino e raggiungano la condizione migliore per poi dare un giudizio completo. Bisogna avere la pazienza di lavorare sodo e di trovare un modulo adatto ai giocatori e poi daremo un parere più sicuro. Adesso ci sono ancora dei problemi da risolvere in una squadra che sta cambiando completamente volto”.

 

3) Capitolo calciomercato. Cosa serve alla squadra per essere competitiva? Ibrahimovic lo riprenderebbe?

“Io Ibra lo riprenderei subito, perché è uno che ti può cambiare una partita quando è difficile e che fa migliorare chi gli gioca vicino. E’ un punto di riferimento importante per la squadra. Credo che lo stiano cercando e ci sono buone possibilità che venga. Penso poi che stiano ancora lavorando sul difensore e sul centrocampista. E’ ancora lunga, c’è ancora tempo per prendere dei giocatori. Le idee dell’allenatore saranno molto importanti”.

 

4) Mihajlovic le sta piacendo in queste prime settimane da allenatore rossonero?

“Ha portato un’aria diversa a Milanello. Negli scorsi anni ha dimostrato di saper creare un gioco ed entrare nella testa dei giocatori. E’ molto bravo a fare questo. Gli serve tempo. E’ un allenatore deciso e diretto. E’ una figura importante fuori dal campo e durante la settimana. Ci vorrebbero altre figure, mi riferisco a dei giocatori, che in campo siano punti di riferimento per la squadra. All’inizio del campionato manca poco, bisogna trovare il sistema di gioco giusto, far integrare i nuovi e serve un po’ di tempo. L’importante è intervenire in quei ruoli in cui c’è bisogno di giocatori importanti”.

 

5) Un commento sull’ingresso di Bee Taechaubol come socio di minoranza del Milan.

“Questo è il calcio di oggi, è cambiato rispetto al passato. Il Presidente voglia a livello personale riportare il Milan in alto, tanto è vero che è rimasto vicino al club in questa fase di ricostruzione. Poi può essere che alla lunga, dopo averlo riportato in alto, possa anche pensare di farsi da parte. Ma storicamente quando è lui è stato vicino alla squadra a Milanello sono venuti grandi risultati”.

 

6) C’è un attaccante che le assomiglia nel calcio di oggi?

“E’ difficile fare questi confronti. Tutti gli attaccanti che fanno gol hanno caratteristiche che si assomigliano, soprattutto quando hanno una certa media. Io ne facevo 1 ogni 2 partite, ce ne sono diversi che segnano quanto me. Anche di italiani ce ne sono di buoni, devono solo crescere per arrivare a livelli europei”.

 

7) Qual è il ricordo più bello della sua carriera al Milan?

“Il primo anno, perché è quello in cui esordisco al Milan in prima squadra. Si vince il campionato, io vinco la classifica cannonieri, vinciamo la Coppa della Coppe e successivamente arrivano i successi nella Coppa dei Campioni e nella Coppa Intercontinentale. C’è uno spezzone della mia carriera che comprende tutte le vittorie che uno che gioca al calcio possa aspirare. Mi manca la finale con la nazionale in Messico, ma avevo comunque vinto l’Europeo a Roma. Nelle finali giocate non ho mai perso”.

 

Matteo Bellan (segui @TeoBellan su Twitter)