Milan nell'Audi Cup 2015 (Getty Images)
Milan nell’Audi Cup 2015 (Getty Images)

Se nella partita contro il Real Madrid, l’ultima della tournée in Cina, si erano intravisti sprazzi di buon Milan dal punto di vista tattico, fisico e dell’atteggiamento in campo illudendosi di aver intrapreso la giusta strada, dopo l’Audi Cup i dubbi sulla squadra sono tornati ad essere sempre i soliti ed è riaffiorato il realismo di sempre. Contro Bayern Monaco e Tottenham i rossoneri hanno fallito sotto tutti i punti di vista. Perdere ci sta, soprattutto contro squadre più avanti nella preparazione e più collaudate (oltre che di un altro pianeta come quella di Pep Guardiola), ma i giocatori non sono piaciuti dal punto di vista dell’intensità e dell’atteggiamento. Poca grinta, troppi errori e disorganizzazione evidente in campo.

 

La difesa milanista resta da brivido al centro e Alessio Romagnoli non può essere il salvatore della patria. A centrocampo mancano le idee ed è ormai scontato ripetere che manchi un cervello, un regista che detti i tempi e costruisca il gioco. Qui lo si scrive da anni, ma la società non sembra sentire la voce dei tifosi. Gli attaccanti non segnano, però è difficile fare altrimenti dato che i palloni giocabili da trasformare in gol sono pressoché assenti. Criticare le punte al momento è inutile dato che non c’è nessuno che le inneschi. Anche chi si è alternato sulla trequarti non si è dimostrato all’altezza. Riavvolgendo il nastro il Milan dell’ultimo ciclo vincente con Carlo Ancelotti ha avuto fantasisti del calibro di Manuel Rui Costa, Clarence Seedorf e Ricardo Kakà. Non c’è paragone con gli interpreti attuali eppure secondo la dirigenza, e non solo, in quel ruolo siamo a posto così. I cross dei terzini? Assenti o sballati.

 

Sinisa Mihajlovic ha manifestato esplicitamente la sua delusione e la sua rabbia per quanto visto a Monaco di Baviera e ha fatto capire che ha bisogno di rinforzi se si vogliono raggiungere certi obiettivi. Attualmente il Milan non può lottare per il 3° posto in campionato, bisogna dire le cose come stanno ed essere realisti. Servono innesti di qualità e di un certo livello al più presto, altrimenti si rischia un altro anno deludente.

 

Matteo Bellan (segui @TeoBellan su Twitter)