Carlos Bacca (getty images)
Carlos Bacca (getty images)

Carlos Bacca è arrivato al Milan dopo che è naufraga la trattativa per Jackson Martinez. Anche lui colombiano, ha dimostrato fin da subito ottime qualità. I 30 milioni di euro spesi per acquistarlo dal Siviglia sembrano essere un buon investimento per colui che è stato tra gli artefici delle due vittorie consecutive in Europa League della squadra andalusa guidata da Unai Emery. Il centravanti 28enne è stato fin da subito apprezzato dai tifosi, che ci hanno messo poco ad innamorarsi di lui e che adesso si attendono ulteriori conferme con l’inizio del campionato. Il Corriere dello Sport lo ha intervistato e vi riportiamo alcuni stralci dell’intervista.

 

Quasi due mesi di Milan. Che dire?

«Il mio desiderio era quello di giocare in una squadra-top. Così è stato. La sensazione più bella è che mi sembra di essere qui da tanto tempo. Merito anche delle strutture come Milanello e Casa Milan. La differenza fra Milan e Siviglia è molto semplice: la mia precedente società era grande, quella attuale è top, fra le migliori in assoluto. Basti pensare che qui nel centro sportivo è possibile trascorrere una giornata intera, fra lavoro e relax».

 

Bacca per accettare il Milan ha rinunciato alla Champions League conquistata con il Siviglia vincendo l’Europa League.

«Sì, ancora una volta mi è sfuggita… In precedenza avevo perso questo slot con il Bruges eliminato nel preliminare. Ma era tale e tanta la mia voglia di Milan che ho accettato volentieri questo sacrificio».

 

Il motivo?

«Lo ripeto: volevo giocare in un top-team. Dovrò aspettare un solo anno per disputare la Champions League e poi spero proprio di vincerla con il Milan».

 

Mihajlovic-Emery, allenatori a confronto.

«Sono due ottimi tecnici. Sia per il carattere sia per il modo di lavorare. In comune hanno il fatto che sono tutti e due molto esigenti. Hanno la mania della cura del dettaglio, preparano molto bene le partite».

 

Con chi si lavora meglio?

«Mihajlovc sembra inizialmente serio poi, improvvisamenete, diventa allegro. Anche se magari dura poco… Ma sicuramente è sempre molto concentrato».

 

Il feeling con Luiz Adriano sembra già al punto giusto.

«Sì, così è stato fin dalle prime partite anche se possiamo migliorare molto. Ci alterniamo bene nelle posizioni, abbiamo gli stessi movimenti. Andiamo molto d’accordo anche fuori dal campo».

 

Qui al Milan si sogna il ritorno di Ibrahimovic.

«Personalmente non lo conosco, però può portare molto per il suo modo di giocare. In ogni squadra dove è andato ha fatto molto bene».

 

Ma non rischia di diventare un po’… ingombrante?

«Qualsiasi decisione su di lui deve essere presa dalla società. Ibrahimovic può essere sicuramente un valore aggiunto per tutti noi. E possiamo giocare anche noi tre insieme, perché no? Io e Luiz Adriano davanti e Ibra appena indietro, un grande attacco».

 

Fonte: Corriere dello Sport