Keisuke Honda (Getty Images)
Keisuke Honda (Getty Images)

Durante l’estate, il nome di Keisuke Honda è stato spesso inserito nella lista degli esuberi del Milan e le prestazioni non proprio esaltanti nelle amichevoli pre-campionato avevano portato gran parte del tifo rossonero a chiedere la sua cessione. Il giapponese era parso lento e macchinoso, sempre prevedibile nelle sue giocate e mai capace di un guizzo decisivo. Classe, eleganza e precisione dei piedi non sono mai state discusse, ma la scarsa dinamicità atletica lasciavano presagire per lui un posto in panchina nel nuovo Milan di Sinisa Mihajlovic, tecnico abituato a schierare gente che corre e lotta. Come si legge in un articolo de La Gazzetta dello Sport, però, il giapponese è sempre stato schierato titolare dal nuovo allenatore nonostante le critiche e contro il Perugia è stato uno dei migliori in campo, segnando il primo gol stagionale dei rossoneri (come l’anno scorso n.d.r.) e fornendo l’assist per la rete di Luiz Adriano. In attesa del rientro di Jeremy Menez e di un potenziale acquisto sul mercato, sembrano esserci pochi dubbi, dunque, riguardo a chi sarà il trequartista titolare di questa squadra.

 

Honda ha conquistato anche Mihajlovic, convincendolo con la sua professionalità e il suo impegno a credere nelle sue doti nonostante una forma fisica non ancora smagliante. Il classe 1986, ricorda la rosea, non è sicuramente un giocatore esplosivo ed ha bisogno di qualche tempo per entrare in condizione ma, con la sua tecnica e la sua abilità nell’ultimo passaggio, può essere un’arma micidiale per imbeccare la coppia d’attacco formata da Carlos Bacca e Luiz Adriano. Vista la prestazione in Coppa Italia, si arriva a pensare che al samurai rossonero siano state addossate fin troppe colpe. Esempio lampante di una critica a volte infondata è sicuramente quello della maglia numero 10, forse perchè i tifosi dimenticano che Honda è l’uomo immagine del Milan in oriente e per un club che punta a spopolare in Asia questo dettaglio non è sembrato cosa da poco. Al di là degli aspetti di marketing, comunque, il fantasista nipponico è un giocatore vero e finalmente inserito nella sua naturale posizione di trequartista centrale potrebbe fare anche meglio della scorsa stagione in cui nelle prime 7 gare segnò ben 6 reti. E se tutti gli allenatori con cui ha giocato, da Alberto Zaccheroni al tecnico serbo, lo hanno preferito ad altri, nonostante critiche e scetticismo, ci dovrà pur essere un motivo.

 

Andrea Panzeri – Redazione MilanLive.it