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Milan-Parma 4-1: Squadra che vince… non si cambia!

l'1-0 contro il Parma, fortuna ma anche tanta freddezza e determinazione: il cuore può tutto!

MILAN-PARMA 4-1 – Brutto impatto, brutto gioco, poco movimento; il Milan di questa sera si è presentato a San Siro in pessime condizioni. Male Aquilani, che sembrava aver trovato se stesso durante le ultime apparizioni; fermissimo Cassano impietrito a tal punto da correre con il baricentro ancora più basso (oltre ad aver sbagliato un gol abbastanza facile durante il 25′ del secondo tempo); Ibrahimovic inchiodato per terra, senza fantasia, privo di reazione, male gli stop, male i passaggi, brutto controllo palla e non salta l’uomo; Ambrosini pare ordinato ma scarica sempre indietro fermando le azioni ed è quindi inutile alla costruzione, direi, anzi, distruttivo; Boateng sembra alla ricerca di sé stesso, il Prince di questa sera non è nemmeno l’ombra di quello che è irrotto come una furia sul campo di Lecce asfaltando gli avversari sotto granate imprendibili e irrintracciabili. Invece, come avevano già dimostrato durante le apparizioni precedenti, si sono distinti Taiwo per fantasia, intuizione, determinazione e iniziativa, soprattutto, però, è emerso Nocerino, con una tripletta magica può finalmente gridare il suo valore allo stadio di San Siro, ai tifosi e ai giornalisti che l’hanno tanto criticato. Una tripletta esaltante nonostante il primo gol sia nato più che altro dalla fortuna del doppio rimpallo in area sugli stinchi di Mirante mentre il secondo è stato solo l’esito di un fantastico controllo di petto e di una splendida coordinazione, una bordata incredibile che si insacca nell’unico angolino della porta irraggiungibile dal portiere a meno che non si trasformasse in Superman; non è finita, nel secondo tempo, al 47′, è Cassano a servirlo di nuovo ed è un colpo di testa preciso che chiude la partita sul 4-1. Sorpresa? Vorrei poter affermare di averci sempre creduto, di aver previsto questa crescita esponenziale del giovane 1985, vorrei averlo detto già durante il mercato estivo, invece non è così e come me molti altri esperti del settore dovranno ricredersi. Nessuno avrebbe mai detto che proprio Antonio Nocerino potesse scendere in campo con questa determinazione e questo carattere da campione proprio quando i campioni, quelli consolidati, non sono stati in grado di fare nulla per mettere in difficoltà il Parma. “Da destra a sinistra la visione del gioco cambia completamente e Nocerino sta bene a sinistra mentre a destra fa ancora molta fatica”, se posso: non è affatto un problema, sta bene a sinistra? Facciamolo giocare a sinistra, sempre ammesso che riesca a mantenere una continuità in questo senso. Proprio in base a questa considerazione c’è da dire che in due uscite a San Siro Nocerino ha segnato quattro gol, una media elevatissima, una statistica che dovrebbe fare sperare in nuovi blitz da brivido che scaldano gli spalti. In ogni caso, durante il 28′ del secondo tempo, Ibrahimovic riesce a segnare il terzo gol della partita grazie a un buon passaggio di Cassano, uno sprazzo di vita che allunga le distanze soprattutto in considerazione del bel gol di Giovinco (33′ 2° Tempo) determinato più che altro da un errore della difesa rossonera oltre alla mezza paperetta di Abbiati che guarda la palla rotolare sotto le sue ginocchia. L’entrata in campo di Robinho, al posto di Ibrahimovic proprio dopo il gol del 3-0, non è servita ad allungare ulteriormente, forse deve ancora trovare la forma perfetta, è un dato di fatto che non abbia ancora la continuità di gioco indispensabile per rendere al meglio, non può essere accusato, cosa che si può fare con tutti gli altri decisamente sottotono.

Ogni partita abbiamo un grande risolutore: a Lecce è stato Boateng (tripletta), una furia assassina risolutrice e trascinante, mentre a San Siro, la furia, forse ancora un po’ incredula, ha nome Nocerino (tripletta e capocannoniere del Milan in questo inizio di campionato). Voglio dire: se ogni partita a discapito della poca continuità di squadra scopriamo un nuovo goleador allora si potrebbe anche chiudere un occhio sugli errori di formazione e la pigrizia di qualche giocatore che da cometa si è trasformato, lentamente, scemando, in stellina. Un Milan che sa stupire, sa far soffrire, piangere, parlare, sperare ma in fin dei conti continua a saper vincere. Quello che conta sono quei 12 punti prima della sosta. I rossoneri sono partiti con il piede giusto, quello che è certo, però, è la suspense che aleggia sui tifosi e che , probabilmente, accompagna quotidianamente il Mister campione d’Italia 2011. Allegri sa cosa deve fare e che sia tattica, intuizione o fortuna non è rilevante: la squadra che vince… non si cambia.

Arianna Forni, Direttore – www.milanlive.it