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Cesena-Milan 1-3: automatismi acquisiti

CESENA-MILAN 1-3 – Assenze pesanti, recuperi che illudono e tornano in infermeria, grandi campioni che non trovano, causa di forza maggiore, il proprio spazio in campo e poi ci sono le novità e i giocatori sottovalutati che finalmente si impongono con forza e determinazione. Le scelte di Allegri sono sembrate sprezzanti, presuntuose, quasi a voler dire che una sfida contro l’ultima in classifica non meritasse attenzione: Muntari e Mesbah titolari, dopo ottime prestazioni di Antonini e Van Bommel nessuno se lo sarebbe immaginato eppure, anche in questa occasione, l’allenatore livornese ha avuto ragione zittendo tutti quelli che l’hanno criticato con fermezza. In dieci minuti il Milan ha trovato cinque bellissime occasioni da gol, due delle quali a favore del nostro nuovo numero 14. Muntari ha una prestanza fisica incredibile, un sinistro molto potente e altrettanto preciso, inoltre, rispetto al passato in nerazzurro, si fa trovare sempre al posto giusto nel momento giusto, dobbiamo considerare che, per il momento, ha fatto un solo allenamento con i ragazzi e questo dovrebbe fare sperare in grandissimi progressi. Secondo il mio punto di vista Muntari potrebbe giocare trequartista, la forza fisica gli permette ottimi inserimenti, la sua tecnica estremamente offensiva potrebbe sopperire all’assenza di Boateng, infatti, sul campo, si spinge molto in avanti dimenticando parzialmente il ruolo d’ordine di mezzala. In ogni caso il centrocampo con Muntari e Nocerino con Ambrosini al centro sembra funzionare. Finalmente Emanuelson riesce a far tacere gli sfiduciati segnando un gol meraviglioso che porta il Milan sullo 0-2; la festa di Robinho, autore del perfetto dialogo di prima che ha determinato il gol, dimostra la gioia dei compagni per il suo primo gol in Serie A. Molto meglio anche Mesbah che sembra aver trovato equilibrio nei passaggi oltre che velocità di corsa; Abate sembra aver recuperato sé stesso nonostante abbia sbagliato qualche inserimento. La forza di questo Milan sono finalmente i passaggi di prima, la velocità con cui riescono a far girare il pallone e i passaggi filtranti che aiutano la verticalizzazione del gioco, cose che abbiamo già visto contro l’Arsenal e che trovano riscontro in questa sfida contro il Cesena: automatismi acquisiti. Massimiliano Allegri inizia a fare i conti con gli infortunati e, considerando come si è messa la partita dopo il primo tempo, decide di conservare Ambrosini e inserisce Van Bommel mentre si scalda tutta la panchina, Inzaghi compreso, il suo mancato utilizzo in campionato è, forse, l’unico appunto concreto che si possa fare all’allenatore rossonero: le bandiere servono sempre e Seedorf l’ha dimostrato più volte, compreso nella partita di andata contro il Cesena, segnando il gol della vittoria. La squadra di Arrigoni, uscita dagli spogliatoi, sembra aver ritrovato un po’ di dignità e prova a riaprire il gioco ma gli errori di Mutu e Iaquinta riducono le speranze e all’11’ è Robinho a segnare lo 0-3, il brasiliano ha ripreso il ritmo e il Cesena resta a guardare lo spettacolo rossonero. Dopo uno splendido esordio Maxi Lopez non sta dando, in questa occasione, un apporto importante alla squadra, non riesce a inserirsi come dovrebbe, rimane sempre schiacciato dietro la difesa e corre un po’ in giro senza una meta precisa, probabilmente ha solo bisogno di trovare continuità di gioco, sarebbe importante riuscisse a sostituire Ibrahimovic ma, in queste condizioni, non può essere nemmeno paragonato allo svedese. Il Cesena risolleva lo spirito dei propri tifosi con il gol dell’1-3 segnato da Pudil che beffa Abbiati un po’ in ritardo nel tuffo, non arriva al pallone molto angolato. Uno spauracchio che fa sperare una squadra che, in casa, ha le statistiche a favore. Per gli ultimi 16′ di partita Allegri inserisce El Shaarawy al posto di Robinho, ricordiamo che la coppia Maxi Lopez-El Shaarawy ha dato grandi soddisfazioni nella sfida contro l’Udinese e, forse, proprio da questo nasce la decisione del Mister. Il Faraone, dopo un movimento bellissimo per portarsi avanti la palla con il petto arriva da solo davanti al portiere, prova a calciare di interno piede ma Antonioli si trova proprio sulla traiettoria, El Shaarawy si dispera ma questo non diminuisce il suo grande talento. Nel frattempo il Cesena insiste, Iaquinta si mette il luce, è un grande attaccante, non supportato dai compagni, riesce ugualmente a trovare il suo spazio tirando in causa Abbiati che, tranne per la distrazione che ha determinato l’1-2 di Pudil, dà sicurezza alla squadra. Allegri regala 3′ a Pippo Inzaghi che sostituisce Maxi Lopez, la polemica non serve ma mi chiedo: perché? Non so darmi una risposta logica.

La voglia di vincere non sempre basta, serve qualcosa d’altro, servono motivazioni e desiderio intenso e insito nell’ambiente, serve sapersi caricare grazie ai risultati degli altri, serve voler dimostrare di essere ancora la squadra più forte. Il Milan ha sbagliato tanto durante questo campionato ma credo che certe sconfitte siano servite a smuovere lo spogliatoio che, ormai, sta imponendosi con forza. Tornare a giocare in Campionato dopo una grande vittoria in Champions League non era facile, soprattutto farlo con una squadra diversa per forza fisica, esperienza e caratteristiche tecniche; eppure anche questa statistica è crollata, l’unica cosa che conta è riportare in campo la stessa cattiveria contro la Juventus.

Arianna Forni, Direttore – www.milanlive.it