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Milan: ma che bello veder giocare il Faraone

Quando il Faraone prende un palo.. si dispera!

MILAN, EL SHAARAWY: E’ NATO UN CAMPIONE – Vederlo in campo è sempre un piacere, vederlo affrontare ogni partita con intensità e determinazione palesa quanto sia grande il desiderio di fare bene per emergere e, finalmente, mostrare tutte le sue qualità fisiche e tecniche. Un esordio da campione con un gol meraviglioso contro l’Udinese; un seguito in crescendo, nonostante il gol manchi dalla sfida di Coppa Italia contro il Novara ha dimostrato di avere forte attrazione e senso della porta anche nella sfida contro la Roma. Tre tiri in porta pericolosi, soprattutto in occasione del palo interno laddove la sfortuna ha voluto negargli la possibilità di tornare a segnare come brama ardentemente, come si legge nei suoi occhi verdi, come si vede quando si rimprovera per non aver sconfitto il destino crudele. La prestazione di El Shaarawy contro la Roma è stata la migliore di tutta la stagione, lo dimostra anche il fatto che la sostituzione con Aquilani sia arrivata ad appena cinque minuti dalla fine, lo dimostra il fatto che i compagni si fidino di lui e lo vedano, finalmente, come punto fermo di questo Milan mutilato dagli infortuni. Avere in squadra un giocatore che compirà 20 anni il 21 ottobre significa tanto per una squadra che ha bisogno di nuovi talenti per ricostruire una nuova rosa in grado di vincere, e tanto, come hanno saputo fare negli anni passati. Un ragazzo d’oro, un atleta diligente, un professionista allo stato puro che vive di calcio e per il calcio, che ambisce alla Nazionale ma che, soprattutto, desidera mettersi sempre nella condizione migliore per dare il massimo di sé stesso. Ma che bello veder giocare il Faraone! E’ bello perché si percepisce grinta e concentrazione, si legge, attraverso ogni suo movimento, attenzione e voglia di vincere, sentimenti utili a farlo rimanere con i piedi per terra sicuro di doversi impegnare al 100% per arrivare fino in fondo. Si parla di un calcio italiano inferiore rispetto all’estero, non credo sia così e giovani come Stephan lo dimostrano.

Credere, sognare, impegnarsi, avere voglia di emergere e di lottare con la sua squadra, guardare al futuro con speranza e fiducia: lui può farlo, il suo anno di nascita (1992) glielo permette. Continuando il cammino lungo questa strada, con l’ausilio della mete da Campione, aiutato da un fisico già formato e con l’umiltà di riconoscere quanto abbia ancora da imparare, Stephan El Shaarawy può davvero essere visto nei grandi del futuro ma, un ragazzo del genere agli occhi di tutti, è già grande.

 

Arianna Forni, Direttore – www.milanlive.it