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Milan: non basta la crisi

MILAN, NON BASTA LA CRISI – Una situazione davvero raccapricciante e preoccupante allo stesso tempo, una situazione globalmente negativa partendo dall’economia di un Paese che fa fatica e che, inserito in un mondo che fa altrettanta fatica, ha difficoltà a risollevarsi. Le basi ci sono ma, purtroppo in alcune circostanze, manca la cultura, l’impegno e il dinamismo per dare un giro di vite a una crisi senza fondo e senza limiti settoriali. Lo dimostra l’attuale inchiesta sul calcioscommesse, lo dimostrano quei giocatori, pagati cifre indicibili, caduti nel circolo vizioso delle associazioni a delinquere, delle scommesse da bar con un giro di denaro altrettanto indicibile. Ci si stupisce quando i giovani non rispettano le regole, non si attengono ai dettami scolastici, rispondono male, si atteggiano… Purtroppo in questo caso non si parla più di bravate alla Balotelli, non si parla delle risposte pungenti di Ibrahimovic o delle serate di Boateng, non si parla nemmeno del pugno di Delio Rossi a Ljajic che, sebbene terrificante da vedere, antisportivo, antieducativo, violento e del tutto fuori luogo è stato punito come meritava e un episodio negativo è servito da monito per tutti coloro ne hanno visto l’esito funesto. Questo, però, è troppo. Comprendo i tifosi schifati di fronte alle combine, comprendo lo sgomento di coloro che trovano nel calcio l’unica valvola di sfogo in una società già di per sé difficile e frustrante, comprendo le richieste di pena per chi ha contribuito a creare questa spiacevole situazione ma le parole di Mario Monti: “Fermare il calcio per 2/3 stagioni” sono davvero agghiaccianti perché quel lavoro generato da un pallone, quegli impieghi fissi o saltuari, quei ricavi, introiti e spese garantite solo dal calcio non possono spegnersi, quella sicurezza per gli sponsor, quella visibilità mondiale che garantisce anche a un’Italia in crisi di mantenere alto l’onore e la propria bandiera hanno diritto di essere mantenute. Oltretutto in ogni ambiente è presente del marcio, marcio vero e non c’è bisogno di elencare la sfilza di esempi noti a tutti: dalla politica alla Chiesa, dalle scuole ai Comuni. In ogni settore ci sono persone di livello, di carattere e carisma, persone sane, vere, pulite e sincere, al contempo ci sono invece persone corrotte, false, sporche e opportuniste ed è quindi impensabile fermare per “2/3 stagioni” qualsiasi area settoriale del Paese altrimenti al posto di trovarsi in crisi gli italiani sarebbero nel baratro.

Le cose vanno cambiate ma colpire sempre e solo con il bastone anche chi meriterebbe una carota ogni tanto garantisce l’effetto contrario…..

 

Arianna Forni, Direttore – www.milanlive.it