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Calciomercato Milan, Thiago Silva e Ibrahimovic via per attirare nuovi investitori

 

CALCIOMERCATO MILAN THIAGO SILVA IBRAHIMOVIC / Thiago Silva e Ibrahimovic ceduti, si narra, per diversi motivi, sintetizzabili in tre punti: 1) la necessità della società di andare incontro alle richieste dell’azionista di maggioranza (Silvio Berlusconi , ovvero la Fininvest) di non dover sempre ripianare ogni stagione passivi di bilancio da 60 e passa milioni; 2) abbattere il tetto ingaggi cedendo i due giocatori con lo stipendio più alto; 3) l’incombere del fair play finanziario. Aggiungiamoci “l’allergia” a Ibra che negli ultimi mesi aveva colpito metà dello spogliatoio (Allegri compreso) e che in tempi di crisi 62 milioni (più i 108 risparmiati sugli ingaggi da qui al 2017) non sono proprio noccioline ed eccoci al perché di un doloroso sacrificio. Ma se dietro a questi aspetti ci fosse un piano ben più ampio? Non è un mistero che il Milan nelle vesti del proprietario Berlusconi non attraversi un momento di gloria sotto l’aspetto finanziario. Sia chiaro: anche Moratti e la stessa famiglia Agnelli non se la passano benissimo, ma i nerazzurri dopo il Triplete del 2010 hanno speso poco in entrata, cedendo due big ( Balotelli nel 2010 ed Eto’o nel 2011) e in quest’estate ogni innesto corrisponde a un addio; mentre la Juventus, dopo aver pagato i danni di Calciopoli, gode dei grandi benefici del nuovo stadio. Il Milan, invece, fa capo all’azienda Fininvest. Il colosso di famiglia negli ultimi ventiquattro mesi non ha navigato nell’oro e dal 9 luglio di un anno fa ha pure la spada di Damocle del Lodo Mondadori sulla schiena: 560 milioni di euro da versare alla Cir di Carlo de Benedetti . Motivi per non sorridere e per non investire cifre spropositate nel calcio ce ne sono, dunque, e non è un segreto il fatto che i primi figli di Berlusconi, Marina e Piersilvio, spingano da tempo per un ridimensionamento dei costi del Milan, considerato più un giocattolo del padre che un investimento redditizio. Ecco perché da ormai 4 anni si rincorrano voci sulla possibilità di cedere quote del Milan a investitori stranieri. Voci che hanno investito gli sceicchi arabi e i petrolieri russi, passando per gli imprenditori albanesi come Rezart Taci . Berlusconi da anni flirta con il mercato russo grazie alla sua stretta amica con il presidente Putin e nella primavera del 2010 si fecero fitti i contatti con la Gazprom, il maggiore estrattore al mondo di gas naturale. Un anno prima e negli ultimi tempi, è invece tornato di moda lo sceicco Mohammed bin Rashid Al Maktum , emiro di Dubai, personaggio dal patrimonio personale di ben 16 miliardi di dollari. Al Maktum dall’estate 2010 è sponsor rossonero con la sua Fly Emitares e nel gennaio 2009 provò ad acquistare il 35% delle quote del Milan (500 milioni di euro). A metà giugno, si sparse la voce di un faccia a faccia con Berlusconi, cancellato poi per il clamore della notizia. Appuntamento, pare, solo rimandato. Cedere i big e abbassare il tetto ingaggi, potrebbero essere delle chiare mosse per portare la società alla parità di bilancio e renderla quindi sana agli occhi degli acquirenti. Un Milan senza debiti farebbe maggiore gola a chiunque. Ufficialmente tutti in via Turati continuano a smentire l’ipotesi di cessione, ma Berlusconi è pronto a tornare in prima linea in politica e periodicamente saltano fuori spifferi su un futuro in Lega Calcio di Galliani. Chissà.

Fabio Alberti – www.milanlive.it