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Segnali di ripresa

MILAN CAGLIARI – Il Milan visto a Udine, ha lasciato una buona impressione, sia dal punto di vista delle occasioni create, sia da quello psicofisico, con 2 uomini in meno, é riuscito a sfiorare il pareggio, e a mettere in difficoltá gli uomini di Guidolin. Ieri c’é forse stato un passo indietro, ma se al Friuli é arrivata la buona prova dei ragazzi di Allegri, ieri almeno si é sfatato il tabú di San Siro. Dopo un ottimo inizio, nel quale i rossoneri hanno fatto girare molto bene palla, e realizzato il vantaggio con El Shaarawy, la squadra si é forse un po’ preoccupata di non subire il pareggio, anziché provare a raddoppiare, visto che il Cagliari in quel momento, appariva in leggera difficoltá. No invece, forse la paura di non riuscire a portare a casa il risultato, ha un pochino contratto le gambe dei vice campioni d’Italia. Fino alla chiusura della prima frazione, il Cagliari ha in effetti tirato una sola volta in porta, ma i primi 15 minuti della ripresa, sono stati piuttosto sottotono da parte degli uomini di Allegri, seduto in tribuna ad assistere alla sua piú difficile partita da allenatore. Troppe palle perse a centrocampo, Abbiati, comunque mai impensierito veramente, ha dovuto spesso rilanciare lungo, causa l’indisponibilitá di uomini pronti a ricevere palla dalle sue parti. Montolivo, dopo un discreto primo tempo, nella fase iniziale del secondo, ha perso 2 palloni in mezzo, che hanno messo in chiara difficoltá i suoi compagni di difesa. Tassotti che ha sostituito lo squalificato tecnico toscano, lo ha scusato dicendo che era molto difficile giocare palla a terra, perché il manto non era stato bagnato prima della gara perché era piovuto e si pensava non fosse necessario, mentre il vento poi ha asciugato il nuovo prato di San Siro rendendolo poco scorrevole. La veritá sta nel mezzo, cioé che Montolivo deve ancora crescere e illuminare come faceva a Firenze. Traoré é da rivedere piú avanti, perché quello visto ieri, non giustifica l’assenza di Nocerino nonostante la sua non ancora buona condizione. Mentre De Jong sta via via crescendo. Bene, anzi benissimo Bonera, che non ha sbagliato un intervento, sicurissimo in copertura e diagonali difensive da vero leader, mentre Mexes comunque in gran crescita, puó e deve fare di piú. Finalmente si é rivisto quell’Abate che conoscevamo, dinamico in fase di chiusura, e saltare l’uomo per mettere palle dentro l’area quando c’era da attaccare. C’era anche la curiositá di vedere se De Sciglio crossasse bene con il sinistro come sa fare con il destro, e il ragazzino della cantera rossonera non ha deluso, e si sta sempre piú ritagliando uno spazio importante nell’undici titolare, se pensiamo che Mesbah e Antonini, sinistri naturali nelle quattro partite precedenti non hanno sicuramente reso come lui, ben venga il ragazzino. Ottimo Emanuelson, sempre piú pupillo di Allegri, velocissimo a mettere continuamente in difficoltá Pisano, ammonito per un fallo sull’Olandese dopo appena 3 minuti di gioco. Pazzini merita un bel 6+, si é fatto vedere tantissimo fuori dall’area andando a prendere tantissime palle di testa, e non era facile con Astori, meno lucido nei 16 metri, ma grande lottatore, tanto da fare a sportellate con tutta la retroguardia rossoblu, e prendere anche colpi proibiti, come la gomitata subita da Conti a metá della ripresa, che ha lasciato i suoi compagni in 10 proprio nel momento in cui il Cagliari stava compiendo lo sforzo maggiore per cercare di raggiungere il pareggio, grandissima ingenuitá del capitano rossoblu, soprattutto dall’alto della sua esperienza. Da li in poi, il Milan ha ritrovato la fiducia persa per buona parte della ripresa, e cominciando a credere che la vittoria non é un risultato impossibile neanche per gli uomini di Allegri, e allora ancora il faraone imbeccato 2 volte in pochi minuti da un sempre verde Ambrosini, messo dentro al posto di Montolivo per spronare i suoi, ha prima fallito solo davanti ad Agazzi (miracoloso su Pazzini nel primo tempo), e poi insaccato la sua doppietta personale, raggiungendo Pazzini nella classifica marcatori interna, a quota 3. Bene dunque il risultato che da tanta fiducia ad una squadra che ne aveva bisogno, e che stava solo aspettando di credere in se stessa, il gioco verrá, e anche la condizioni di alcuni uomini fondamentali. Siamo qui ad aspettare.

Gian Mario Casu – Milanlive.it