Il numero due del Padova racconta El Shaarawy: Ama il calcio, una volta l’ho scoperto mentre palleggiava in bagno…

EL SHAARAWY – La vicepresidentessa del Padova, Barbara Carron, colei che ha accolto nel 20120 il Faraone, ha raccontato un El Shaarawy inedito ai microfoni de La Gazzetta dello Sport: «E’ sempre stato un ragazzo con i piedi per terra semplice un po’ come Del Piero. Il papà, psicologo, lo portava in auto agli allenamenti, visto che non aveva la patente. La mamma insegnante lo ha aiutato per l’esame di maturità, una gran bella famiglia. Guai a toccargli la cresta! Ti stoppa subito. Era tenero, a volte mi veniva voglia di accarezzargli i capelli. Una volta l’ho fatto, dalla fronte verso la nuca, e mi
ha bloccata: dovevo lisciarlo solo in senso inverso, sennò si abbassava la cresta! La sua gioia di giocare a pallone la dimostrava in tanti modi, vi racconto il più curioso. Nel centro di allenamento Bresseo i ragazzi hanno il bagno alla turca, soltanto io uso quello normale, con il vaso. Una volta sento un rumore di palleggio nel mio bagno e chiedo “Ma chi c’è là dentro?”. L’allenatore mi risponde sorridendo: “È El Shaarawy che palleggia, mi ha chiesto di non smettere… Il suo carattere? Educato, timido, sensibile,ma non ha paura. Per questo ha giocato con la stessa scioltezza sia contro l’AlbinoLeffe che con il Barcellona. E’ sempre stato riservato, ma sicuro di sé, molto più grande della sua età. Non va mai nel panico perché per lui il calcio è prima di tutto una passione. Lo dico immodestamente, ma è la verità: quando lo vidi al primo ritiro aveva quasi 18 anni e pensai: “Questo va al Mondiale 2014”. Quando è andato via Ibra gli ho inviato un sms: “Adesso è arrivato il tuo momento!”. E’ stata una fortuna vederlo crescere, adesso che lo vedo così forte mi commuovo. Spero che non cambi».

La redazione di Milanlive.it

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