MILAN – Alberto Costa, prestigiosa firma del Corriere della Sera, è stato molto critico con la società rossonera nel suo editoriale odierno che vi riportiamo parola per parola.

Il calcio è bello perchè è vario e forse è per questo che lo sciatto 0-0 di Marassi in alcuni casi è stato interpretato alla stregua di un altro passo in avanti (verso cosa?). In effetti a puntellare le convinzioni di chi valuta i rossoneri in crescita contribuisce la classifica parziale degli ultimi due mesi in cui, con 17 punti incamerati, Ambrosini & C. figurano secondi soltanto alla Lazio (20).

Esiste però una realtà che trascende quella, pur pesante, dei numeri: il Milan si è infatti avventurato in una fase di involuzione tecnica evidente, come la pochezza del gioco messo in mostra con la Samp ha chiaramente certificato. La presenza in area dei rossoneri è sempre più labile, una sola vera palla-goal a Marassi, una vittoria (2-1) all’insegna della sofferenza la settimana scorsa contro il Siena.

In campionato El Shaarawy non firma goal decisivi dal 30 novembre (doppietta a Catania). Ma se la frenata del Faraone appartiene all’ordine naturale delle cose (il ragazzo, destinato a trovare sistemazione stabile nell’Olimpo del pallone, ha necessità di rifiatare), tutto quanto è in grado di esprimere il Milan in questo momento è la prova provata di quanto questa squadra sia stata messa assieme senza una logica che non fosse quella di un improvviso azzeramento del rosso di bilancio: a un attacco con un pizzico di qualità, fa infatti da contraltare un reparto difensivo da mettersi le mani nei capelli, fatta eccezione per l’algida personalità del baby De Sciglio. E in mezzo al campo soltanto Montolivo (a sprazzi) sa dove si trova l’interruttore della luce visto che Boateng pare ormai la statua di cera di sé stesso.

Sprecando a Marassi la possibilità di superare la Roma e di avvicinare la Fiorentina, il Milan ha ribadito di non essere ancora una squadra affidabile. Chissà se riuscirà mai a diventare almeno una squadra.