BARCELLONA-MILAN GIANNI RIVERA CHAMPIONS LEAGUE / Guardi il Milan e ti viene in mente Gianni Rivera. Serviva un ex speciale per commentare una partita del genere, anche se è finita malissimo. Il Golden boy è la storia rossonera, passata con lui attraverso scudetti e coppe. Nella notte al Camp Nou, l’attuale presidente del Settore Giovanile e Scolastico della Figc ha sofferto e sperato in un epilogo diverso. Troppo forte questo Barcellona per il Milan? «Visto il risultato penso di sì. Il Milan avrebbe potuto provare un pò prima a tenersi in partita. Ma con i se e coi ma non si fa la storia». Messi stavolta ha fatto il Pallone d’Oro dopo la serataccia di San Siro? «Ha disputato una grande partita. Il Barcellona fece poco a Milano e lui in un certo senso si adeguò. E’ uno che cambia molto la faccia della squadra, così è stato decisivo quando contava di più. Gli spagnoli hanno altri ottimi giocatori, ma il salto di qualità lo fa fare sempre Messi». La partita ha preso la piega peggiore sul raddoppio subito dopo il palo di Niang? «E’ stato un episodio importante. Sull’1-1 sarebbe cambiata la storia. Il calcio è anche questo. Nel complesso, però, ha giocato molto meglio il Barcellona e ha meritato». La rabbiosa reazione rossonera sul 3-0 è stata tardiva? «Quello è stato l’unico momento in cui il Milan ha cominciato a credere di poter fare qualcosa di meglio. Il Barcellona ha rallentato il ritmo, forse ha accusato una certa stanchezza e ha lasciato più spazio. Il Milan avrebbe potuto approfittarne, magari con qualche sostituzione un pò prima». Il finale all’arrembaggio aumenta i rimpianti? «Era d’obbligo provare a fare l’ultimo tentativo possibile. Ha subìto troppo per almeno un’ora. E’ lì che il Barcellona ha costruito il suo successo». C’è da rimproverare qualcosa Allegri dopo il 2-0 dell’andata? «Intanto, in campo ci va la squadra e non l’allenatore. Quando si fronteggia la forza di un avversario del genere, diventa difficile ricercare se dalla panchina si poteva fare qualcosa di diverso». Cosa è mancato al Milan? «Aveva dei problemi in attacco e si sono visti. Sono mancati dei giocatori importanti che sarebbero serviti per fare almeno un gol». Il Barcellona a questo punto è ancora più favorito per la Champions? «Lo è fin dall’inizio a prescindere da questo doppio confronto. Era e resta una delle grandi favorite. Hanno superato una qualificazione difficile dopo il risultato dell’andata e questo probabilmente li caricherà maggiormente. La strada comunque resta lunga e in Champions non si possono mettere ipoteche dopo gli ottavi di finale». Il calcio italiano resta in corsa con la Juve: dove può arrivare? «Sino alla fine. E con mi meraviglierei. Conte ha detto che la Champions è una follia? E’ una vecchia tattica».

Fabio Alberti – www.milanlive.it