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Calciomercato Milan, Donadoni “tradisce” i rossoneri: se chiamassero Juve e Inter accetterei, con Berlusconi e Galliani…

CALCIOMERCATO MILAN DONADONI – Di seguito le dichiarazioni rilasciate dall’allenatore del Parma, Donadoni, oggi alla Gazzetta dello Sport.

Quindi lei si vede al Parma nel prossimo campionato?
«Certo, ho appena firmato il prolungamento biennale».

Nel suo contratto ha fatto inserire una clausola rescissoria?
«No, io credo ai rapporti personali».

Beh, però così se il Milan dovesse bussare non potrebbe svincolarsi autonomamente.
«Esatto. Ne dovrei parlare con il presidente e il d.g. E lo farei con grande sincerità e serenità: ripeto, i nostri rapporti sono eccellenti».

Ma non può negare che intanto il suo nome è stato accostato più volte al Milan e di recente è entrato nella lista dei possibili tecnici della Roma.
«Sono attestazioni di stima che fanno piacere. Punto».

Il Milan ai milanisti, dice spesso Galliani… Lei è stato una colonna rossonera, si tratta di una candidatura pesante.
«Al Milan c’è Allegri che sta lavorando benissimo. Se il discorso si riferisse a un futuro più lontano, non arrivo a dire che “voglio allenare il Milan” come un’ossessione. Può essere un obbiettivo, certo non diventerà mai un’ossessione».

Eppure il dopo Allegri è stato dipinto da molti come un derby Van Basten-Donadoni. Se doveste giocarvi la panchina a golf, chi la spunterebbe?
«Eh, massima incertezza. Ci incontriamo spesso e a volte vinco io, a volte vince Marco… Siamo lì… C’è sempre il piacere di ritrovarci fra noi ex rossoneri, comunque. Con Van Basten, Tassotti, Galli e diversi altri ogni volta è come se ci fossimo lasciati il giorno prima».

Le è capitato di sentire anche Berlusconi?
«Sì, in un paio di occasioni. Incontro Galliani, sui campi, e il rapporto di reciproca stima è rimasto quello dei tempi in cui giocavo. Eccezionale».

Un Donadoni sulla panchina dell’Inter o della Juve sarebbe possibile, dato il suo passato?
«Sì, credo che un professionista non debba cadere in certi ragionamenti legati al passato. Trovo, ad esempio, una sciocchezza colossale non festeggiare un gol fatto alla squadra in cui si è militato: il gol è gioia, l’esultanza testimonia quella gioia. Mica è un’offesa agli avversari. In questo c’è bisogno di una maturazione a 360 gradi negli stadi: questione di mentalità da cambiare».

Quali i giovani che l’hanno impressionata quest’anno?
«De Sciglio, sicuramente. Noi a Parma abbiamo in rampa di lancio Cerri e Belfodil è un attaccante di spessore. Domenica a Siena ho visto Emeghara e ha tante qualità».

La redazione di Milanlive.it