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Matri: “Credo nello scudo, se segno esulto, Allegri diverso da Conte, la Juve non puntava su di me”

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JUVENTUS MILAN MATRI – Intervista di Alessandro Matri a la Gazzetta dello Sport. L’ex juventino ha parlato in vista della sfida di domenica sera proprio contro la Juventus.

Matri, lei è a secco dall’8 maggio 2013, Atalanta-Juventus 0-1. Quanto le manca il gol?
«Molto, però mi sono già capitati momenti come questo e ne sono sempre uscito, perciò la vivo con serenità».

Esulterà se segnerà allo Juventus Stadium?
«Penso di sì, non la vedo come una mancanza di rispetto. Per me segnare vuol dire esultare, l’ho fatto anche contro il Cagliari, non vedo perché non dovrei».

In questi giorni ha sentito qualche ex compagno juventino?
«Sono rimasto in buoni rapporti con tanti di loro, alcuni mi hanno scritto sms per rincuorarmi perché non riesco a fare gol. Però la battuta finale era sempre la stessa: “Adesso aspetta ancora un po’ a sbloccarti, non contro di noi…”. A Torino ho lasciato un bellissimo gruppo. Con Andrea (Pirlo, ndr), Chiellini e Pepe ho un rapporto speciale».

A proposito di Pirlo, Conte l’ha bacchettato perché dopo la sostituzione non si è fermato in panchina e dopo questo episodio ha introdotto nuove regole. Che cosa ne pensa? E’ capitato anche a lei?
«No, anche perché a me alla Juve è capitato più spesso di entrare nel secondo tempo piuttosto che uscire… Comunque non mi pare che Andrea abbia avuto una reazione eccessiva, bisogna anche capire il contesto. Ci sta un po’ di nervosismo dopo una partita logorante, sempre marcato a vista dagli avversari».

Pirlo è passato dal Milan alla Juve e con Allegri non aveva un gran rapporto, lei invece ha fatto il percorso inverso ed è tornato in rossonero anche per il tecnico, che aveva già avuto al Cagliari. Che differenze ci sono tra lui e Conte?
«Conte è più ossessivo tatticamente, è un grande motivatore, Allegri ha più rapporti con i giocatori, cerca più dialogo. La sua migliore qualità è riuscire a mantenere la giusta calma e serenità anche nei momenti difficili. Con lui ho sempre avuto un ottimo rapporto».

Molti tifosi della Juve non volevano la sua partenza. Pensa che sia stata solo una scelta economica?
«Quando la società ti chiama e ti dice che, se arriverà un’offerta per te, la prenderanno in considerazione significa che non sei una prima scelta e non si punta su di te. La Juve ha voluto fare degli investimenti e aveva bisogno di soldi. Tra me e Quagliarella è partito chi ha avuto un’offerta per primo».

Llorente però sta facendo fatica a trovare spazio. Non pensache gli stranieri siano più sponsorizzati degli italiani e che per voi sia tutto più difficile?
«Non giudico Fernando, che è un bravo ragazzo, però è vero che si punta poco sugli italiani».

S’aspettava che il Milan fosse così lontano dalla vetta dopo sei giornate?
«No, però le partenze sono sempre strane. Il Milan è cambiato molto, ha avuto tanti infortuni. Non devono essere alibi, ma per assemblare una squadra ci vuole tempo. Giocare ogni tre giorni non aiuta».

Battere la Juve potrebbe essere la svolta per un Milan in difficoltà?
«Vincere contro una diretta concorrente può dare fiducia e morale».

Quindi lei crede ancora nello scudetto?
«Credo ai primi tre posti e anche allo scudetto. Perché non dovrei? Il campionato è lungo».

La Juve però sembra più vulnerabile rispetto a una stagione fa. Lei che cosa ne pensa?
«Non ho visto la gara col Galatasaray, ogni tanto stacco la spina. Sul valore della Juve non c’è niente da dire, se poi con il mercato si è rafforzata o indebolita lo vedremo con il tempo. Quando Conte diceva che è difficile confermarsi non sbagliava, perché dopo 3 anni le squadre ti studiano. Le altre si sono rinforzate, dico Roma e Napoli su tutte, e la competitività è aumentata. Ci sta un calo mentale e fisico».

Com’è giocare con Balotelli?
«Lo conosco da quando aveva 15 anni, era già forte ma più tranquillo…Ha qualità uniche, è bello giocarci insieme».

Pensa anche lei che sia poco tutelato agli arbitri?
«Subisce tanti falli che andrebbero puniti di più, però deve imparare a calmarsi».

Crede ancora nella convocazione per il Mondiale? Quanti gol servirebbero per convincere Prandelli?
«Oltre ai gol ci vogliono buone prestazioni. Qui ho la fortuna di giocare con Mario ed El Shaarawy, che sono in Nazionale, avere una bella intesa con loro può aiutarmi».

Lei è fidanzato con un’ex velina, Federica Nargi. A Milano come ve la cavate con i paparazzi?
«Stiamo insieme da 5 anni, non facciamo più notizia. Comunque stiamo attenti a frequentare i posti giusti. Dicono già che è colpa sua se non segno?».

Ancora no… Però la sua fidanzata si lamenta perché è costretta a ospitarla nel suo monolocale. Lei non ha ancora trovato casa a Milano?
«Sì ma devo ancora trasferirmi. Può stare tranquilla, ormai manca poco, poi le restituirò il favore in un appartamento più grande».

La redazione di Milanlive.it