Vieri: “All’Inter trattato come un mafioso. Milan? Ero di famiglia”

Christian Vieri (Getty Images)
Christian Vieri (Getty Images)

Christian Vieri è un ex calciatore di tante squadre ed ora fa l’opinionista per BeIn Sport. Ha concesso un’intervista a La Gazzetta dello Sport ed ha parlato anche dei rapporti che ha attualmente con Juventus e Milan: «Sento spesso Andrea Agnelli, grande dirigente. Da quando ha preso in mano la situazione, la Juve è tornata ai massimi livelli, sia in Italia sia oltre confine. Il Milan? Beh, lì mi trattano come se avessi giocato con loro per un decennio, e ringrazio in particolare Alessandro Spagnolo, Mauro Tavola e Flavio Farè».

 

La storia di Bobo però è soprattutto legata all’Inter, club con il quale non si lasciò bene. Ecco come spiega il suo legame con i nerazzurri: «È davvero un peccato che sia finita in un determinato modo. Amavo l’Inter, ho dato tutto, mi sono ammazzato per la maglia nerazzurra, ogni giorno. Agli allenamenti ero il primo ad arrivare e l’ultimo ad andare via. Non mi sono mai tirato indietro e a volte ho giocato nonostante non stessi in piedi. Però, mi dicevano: vai in campo, resta lì davanti anche fermo, che per noi va bene così. E io accettavo, perché ci tenevo davvero, anche a costo di fare figure di merda… Sì, scriva così. Il mio rapporto con Moratti era speciale, forte, decisamente forte. Ci sentivamo parecchie volte durante il giorno, anche alle 3 del mattino, ci confrontavamo su ogni cosa. Mi faceva sentire uno di famiglia. Insomma, stavo bene professionalmente e umanamente, e davo ogni mia energia per la squadra. Capite bene la terribile delusione nel momento in cui è emerso che mi pedinavano e addirittura intercettavano. Cavolo, queste sono cose che si fanno coi mafiosi…».

 

Uno dei rimpianti maggiori di Vieri riguarda la Champions League 2002-2003 che poi vinse il Milan finale contro la Juventus dopo aver superato la semifinale proprio contro l’Inter grazie all’1-1 fuori casa: «Segnai i due gol qualificazione con il Valencia, poi proprio al Mestalla mi feci male al ginocchio e addio doppia sfida col Milan. Ancora oggi non perdono Materazzi e Carew (ride, n.d.r.): mi cascarono addosso e mi ruppero. Incredibile, infortunio assurdo. Eravamo maturi per quella Coppa e io stavo benissimo. Potevamo vincerla»

 

Redazione MilanLive.it