Alessio Romagnoli (foto acmilan.com)
Alessio Romagnoli (foto acmilan.com)

Alessio Romagnoli è uno dei colpi di calciomercato del Milan più interessanti di questa estate. Nonostante sia un classe 1995 con una sola stagione alle spalle in Serie A, è stato pagato 25 milioni di euro per acquistarlo dalla Roma. Un investimento importante per un talento che ha sicuramente le qualità per diventare un ottimo difensore centrale. Fortemente voluto da Sinisa Mihajlovic, che lo ha allenato a Genova, adesso dovrà dimostrare di valere i soldi spesi per lui. Intanto il ragazzo ha concesso un’intervista a La Gazzetta dello Sport.

 

 Alessio, come ha ritrovato Mihajlovic?
«Migliorato, sotto tanti punti di vista. Umanamente è sempre lo stesso: ti rispetta e ti dice le cose in faccia. Per quanto riguarda il campo, è cresciuto molto. Mi riferisco alla costruzione delle nostre giocate e allo studio degli avversari. I concetti sono sempre gli stessi, ma ha arricchito il suo bagaglio».

Perché lei non è rimasto a Roma?
«Per diversi motivi. E io e il club abbiamo preferito dividere le nostre strade».

Com’è stato l’ingresso nel mondo Milan?
«Molto semplice. Pensavo fosse più complicato. Il gruppo è bellissimo, i ragazzi umili e uniti».

Di solito un giovane difensore spera di fare coppia con un compagno più esperto. Lei, per adesso, gioca insieme a Ely.
«Ma Rodrigo è più vecchio di me… (ride: lui è del 1995, Ely del 1993, ndr). E’ fortissimo, me lo ricordavo già bravo ed è molto migliorato».

In quali aspetti del gioco lei deve migliorare?
«Nella personalità, nella costruzione. Anche nel fisico. Ma ho tempo, fino a 35-36 anni si deve migliorare…».

Il debutto a Firenze non sarà agevole.
«Non ho visto le amichevoli dei viola, ma so che hanno fatto bene contro il Chelsea e il Barcellona. Troveremo un ambiente difficile».

Pesa la valutazione di 25 milioni?
«No, è una responsabilità in più ma non ci faccio caso. Penso solo a dimostrare il mio valore. Voglio meritarmi il Milan per tanti anni».

Pesa la maglia numero 13?
«No, l’ho chiesta subito perché Nesta era il mio idolo. Ho pensato a lui, non al fatto che avrei aggiunto altre responsabilità».

Quanto ci ha messo Mihajlovic per convincerla a venire al Milan?
«Poco. E’ bastato un semplice sms».

Oggi firma per il terzo posto?
«Vediamo, aspettiamo. E’ presto per mettere limiti. Ne riparliamo a gennaio…».

Più forte il Milan o la Juve?
«La Juve ha ancora qualcosa in più, d’altronde vince da quattro anni. Resta un gradino davanti nonostante le partenze di Pirlo, Tevez e Vidal».

E’ appassionato di moto: nella griglia di partenza del campionato il Milan dove lo mettiamo?
«Juve in pole position e Milan a inseguire insieme a Roma, Inter, Napoli, Lazio e Fiorentina. Sarà fondamentale partire bene, anche perché dopo la trasferta di Firenze e la gara casalinga con l’Empoli avremo il derby».

La trasferta di Firenze è un esame per tutto il Milan o in particolare per lei?
«Per tutto il Milan. La squadra è cambiata tanto, l’anno scorso si vedeva che qualcosa non andava. Adesso bisogna riportare il Milan lassù».

 

Fonte: La Gazzetta dello Sport