Casa Milan
Casa Milan (©Getty Images)

I conti del Milan negli ultimi anni sono stati disastrosi e, dopo il -91,3 del 2014, oggi all’Assemblea dei soci verrà approvato il bilancio 2015 con un rosso di 89,3 milioni di euro. 180 milioni di perdite in due esercizi per non ottenere poi risultati positivi sul campo. La Gazzetta dello Sport spiega che per garantire un equilibrio gestionale al club, Fininvest ha dovuto sganciare un assegno da 150 milioni nel corso dello scorso anno. La holding di via Paleocapa mai si era dovuta spingere a tanto. E, considerando anche i 10 milioni versati a marzo, dal 1986 ad oggi sono stati complessivamente spesi sotto forma di investimenti o di aumenti di capitale la bellezza di 820 milioni di euro.

In trentanni solo per tre volte il Milan ha chiuso il bilancio in attivo, l’ultima nel 2006 grazie alla cessione di Andriy Shevchenko. La negativa situazione economica del club va di pari passo con quelli che sono i risultati sportivi. La squadra è fuori dalla Champions League da due anni e ci rimarrà anche nelle prossima stagione. Ciò comporta una diminuzione importante dei ricavi, che sono scesi a 219 milioni nel bilancio 2015. La Juventus, per fare l’esempio migliore in Italia, è a quota 328.

Nel 2012 il Milan era stato la prima società italiana a toccare i 276 milioni di fatturato, ma le successive cessioni di Zlatan Ibrahimovic e Thiago Silva, accompagnate dall’addio dei senatori e dal taglio di molti stipendi, hanno rappresentato l’inizio della fine. Quel bilancio si chiuse con un passivo di soli 7 milioni, ma poi senza risultati sportivi la situazione è degenerata.

La Gazzetta dello Sport evidenzia che di quegli 820 milioni versati da Fininvest, più di un quarto è concentrato negli ultimi due anni e mezzo: 64 milioni nel 2014, 150 nel 2015, 10 quest’anno. E a febbraio la holding della famiglia Berlusconi ha concesso al club un fido fino a un massimo di 70 milioni. Dopo aver ceduto nel 2015 i crediti del contratto 2017-2023 con Adidas per 40 milioni, il Milan ha chiesto per il 2016 a Unicredit Factoring una linea di credito di 70 milioni dando in cambio una parte dei diritti tv 2016-17 e 2017-18. I rossoneri bruciano tantissima cassa. Fininvest garantisce la continuità aziendale con costanti iniezioni di liquidità, poi ci sono le banche e gli istituti di factoring: è vero che l’indebitamento finanziario netto al 31 dicembre 2015 è calato a 188,5 milioni (246,8 dodici mesi prima) ma l’impatto resta notevole rispetto alle entrate. I debiti complessivi, al netto dei crediti, ammontano a 205,4 milioni. Il quadro è veramente rosso-nero.

 

Redazione MilanLive.it