Dejan Savicevic (©Getty Images)
Dejan Savicevic (©Getty Images)

MILAN NEWSDejan Savicevic oggi compie 50 anni. Nella sua carriera da giocatore ha militato nel Milan dal 1992 al 1998 collezionando 97 presenze e 20 gol in campionato. E’ stato un campione, un vero numero 10, anche se Fabio Capello spesso lo schierava esterno.

A proposito del suo ruolo, nell’intervista a La Gazzetta dello Sport ha spiegato: «Ai miei tempi era dura, noi 10 facevamo fatica perché comandava il 4-4-2 e gli allenatori non volevano cambiare. Io e Baggio soffrivamo. Oggi almeno, con il 4-2-3-1, c’è quel posto dietro la punta: io facevo l’esterno destro, mi sacrificavo. Ma vincevamo. Mi adattavo. Non ero uno di quantità, saltavo l’uomo ma non potevo correre come Albertini e Donadoni, avevo bisogno di fermarmi. I compagni mi sopportavano, sapevamo che avrei dato altro. Tanto eravamo forti forti forti». Come lui, anche Roberto Baggio al momento del suo approdo a Milano ebbe le stesse difficoltà. E ci fu un dualismo proprio con il ‘Genio’ nella stagione 1995-96, quella del 15° Scudetto.

Per quanto riguarda il Milan di oggi, l’ex fuoriclasse montenegrino ha spiegato le cause del ridimensionamento: «Credo tutto sia cominciato quando il Milan ha venduto, o dovuto vendere, Ibra e Thiago Silva. Da duemila chilometri non posso giudicare, ma c’erano Cassano, Robinho e Pato che avrebbero potuto portare milioni. Ma quei due no. Ed è stato declino». Sono in molti a pensarla come lui su questo tema.

Savicevic ha una grande considerazione di Silvio Berlusconi, che lo aiutò all’inizio della sua esperienza rossonera: «Mi era vicino, mi aiutava nei momenti difficili. Senza di lui sarebbe finita presto: dopo il primo anno tutto lo staff tecnico era contro di me, dicevano che non mi ero integrato, che non parlavo la lingua, ma Berlusconi ha detto: “Resta”». E per quanto riguarda la cessione del club di via Aldo Rossi ai cinesi commenta: «Ancora non ci credo». Per chi ha vissuto l’era berlusconiana in modo intenso e con tante vittorie sulle spalle è normale che sia difficile immaginare un futuro con una nuova proprietà. Però i cicli finiscono e serve voltare pagina.

 

Redazione MilanLive.it