Sinisa Mihajlovic
Sinisa Mihajlovic (©Getty Images)

Questa è la settimana che culminerà nel derby di domenica sera a San Siro tra Milan e Inter. Quello dovrebbe essere il tema principale, ma in casa rossonera ce ne sono pure altri che tengono banco.

Partiamo delle ultime dichiarazioni di Sinisa Mihajlovic. L’ex allenatore del Milan ci ha tenuto a rivendicare, giustamente, i meriti avuti sull’esordio di Gianluigi Donnarumma, sull’acquisto di Alessio Romagnoli e sulla permanenza di M’Baye Niang. Mica cose da poco. E’ vero che la sua squadra era tutt’altro che spettacolare e che ci sono state pure delle prestazioni imbarazzanti, ma non bisogna scordare in che condizioni si era ritrovato a lavorare Mihajlovic.

A dover ricostruire completamente dopo un’annata disastrosa con Pippo Inzaghi e con un Silvio Berlusconi sempre pronto a delegittimare l’allenatore e media pronti ad assecondare il presidente. Fu cacciato dopo un’ottima prestazione contro la Juventus, seppur condita da sconfitta, ma in una situazione che vedeva ancora i rossoneri in zona Europa League, oltre che in finale di Coppa Italia (seppur grazie a un cammino agevole). Com’è finita lo sappiamo.

Non rimpiangiamo Sinisa, anche perché riteniamo Vincenzo Montella un ottimo allenatore, pure più bravo del serbo, però crediamo che lui meriti rispetto. E la sua intervista recente, con tanto di frecciate a Berlusconi è più che legittima. C’è chi è abituato a piegare sempre la testa, ma Mihajlovic non appartiene a tale categoria. Altri che in questi anni dovevano parlare sono stati zitti.

Il secondo tema sempre attuale in casa Milan riguarda il futuro di Gianluigi Donnarumma. In virtù di un contratto in scadenza a giugno 2018, della presenza di un agente come Mino Raiola e dell’attuale vuoto societario rossonero vengono alimentate molte speculazioni. Anche la battuta di ieri da parte di Beppe Marotta è diventata l’occasione per vedere sulle prime pagine dei tre principali quotidiani sportivi italiani la notizia di un possibile passaggio alla Juventus di Gigio. Probabilmente c’è chi fa il tifo per questa operazione, ma siamo sicuri che il giovane talento rinnoverà con il Milan e che poi resterà per almeno qualche anno. Quanti dipenderà dal progetto cinese di rilancio del club. Le voci su Donnarumma non stupiscono e in parte sono normali, fanno parte del gioco, ma si sta esagerando.

Infine parliamo proprio dei futuri proprietari della società di via Aldo Rossi. Aspettiamo di vederli all’opera per giudicarli, lo abbiamo sempre detto, anche se qualcuno li ha già condannati e qualcun altro ne metteva in dubbio l’esistenza. Dopo il recente comunicato del Milan, c’è chi ha dovuto arrendersi all’evidenza e riconoscere che questi cinesi esistono.

Ovviamente, il fatto di non conoscere il loro volto non è che ci lasci indifferenti. Sappiamo bene che nelle normali operazioni di compravendita di club probabilmente non è mai successo un caso simile. Però cosa dobbiamo fare intanto? Screditare a prescindere questi signori? E con loro Marco Fassone e Massimiliano Mirabelli? Ci sembra poco intelligente. Il tempo è spesso galantuomo e ci dirà se effettivamente il Milan con il nuovo corso potrà tornare ai vertici. Parlare prima serve a poco, soprattutto se lo si fa a sproposito.

 

Matteo Bellan (segui @TeoBellan su Twitter)