Milan, Montella: “Con Mirabelli posso sognare, prima non era possibile”

Massimiliano Mirabelli Vincenzo Montella
Massimiliano Mirabelli e Vincenzo Montella (Foto acmilan.com)

MILAN NEWSVincenzo Montella si è subito trovato a suo agio con Marco Fassone e Massimiliano Mirabelli dopo il closing. Feeling immediato tra il mister e la dirigenza che si è insediata da metà aprile.

Nell’intervista concessa a Sportweek l’allenatore del Milan ha parlato della differenza che c’è adesso con il direttore sportivo Mirabelli rispetto a quando c’era Rocco Maiorino nel medesimo ruolo: “Con Mirabelli posso fantasticare, immaginando di raggiungere l’irraggiungibile. Questo con la precedente gestione non era possibile, ma ovviamente non per colpa di Maiorino e Galliani. Semplicemente non c’era la disponibilità economica che questa dirigenza sta dimostrando di avere. Siamo in una fase di ricostruzione e con Mirabelli ho la fortuna di potermi confrontare su tutto, non soltanto sui giocatori che ci piacciono”.

Montella ha anche spiegato a livello operativo come si sviluppa il rapporto tra lui e Mirabelli in sede di calciomercato: “Io a lui indico le caratteristiche, la tipologia di giocatori che mi servono per sviluppare il gioco che ho in mente. Mi limito a questo. I nomi li individua lui, che conosce molto più di me le regole, le logiche e le possibilità del mercato. Al massimo posso dire: mi servirebbe uno come…”.

Anche se l’allenatore campano non dice espressamente alla società i nomi dei giocatori che pretende, comunque ha un ruolo quando si tratta di andare a comprare rinforzi: “Rispetto allo scorso anno incido sicuramente di più. Ma ad essere cambiata, ripeto, è la disponibilità economica. La fiducia nelle mie idee c’era già nella passata stagione”.

Montella pone l’accento sul diverso budget che la nuova società ha messo a disposizione e che consente di fare un mercato diverso rispetto a un anno fa. Silvio Berlusconi dodici mesi fa stava vendendo il Milan e non intendeva più investire, cosa che comunque negli ultimi precedenti anni aveva fatto raramente e non benissimo.

 

Matteo Bellan (segui @TeoBellan su Twitter)