Gennaro Gattuso
Gennaro Gattuso (foto AC Milan)

NEWS MILAN – Consueta conferenza stampa per Gennaro Gattuso da Milanello alla vigilia di Torino-Milan di campionato. Tanti, come sempre, gli argomenti trattati.

Il mister vuole ovviamente tornare alla vittoria, dopo i 3 punti conquistati nelle ultime quattro partite. Contro Inter, Juventus, Sassuolo e Napoli nessun successo. C’è bisogno di tornare a fare bottino pieno sia per mantenere vive le residue speranze Champions che per difendere la posizione Europa League. La trasferta in casa della squadra granata di Walter Mazzarri è di quelle insidiose. Il Milan deve assolutamente cercare di vincere, perché sarebbe molto importante per classifica e morale.

Gattuso, conferenza stampa alla vigilia di Torino-Milan

Il tecnico rossonero inizia la conferenza stampa parlando delle difficoltà in attacco della squadra: “Non sono preoccupato, costruiamo tanto. Poi è chiaro che bisogna migliorare. Sono contento della mentalità, sappiamo soffrire“. Secondo lui il Milan attuale ha qualcosa in più rispetto a quello vittorioso contro la Roma di qualche mese fa: “Eravamo più brillanti, ma giocavamo soprattutto in ripartenza. Ora giochiamo di più la palla“.

Domani sera Rino si ritroverà di fronte Andrea Belotti, che ha allenato ai tempi del Palermo: “L’avevamo preso in comproprietà, eravamo andati a vederlo io e Perinetti. Si vedeva. Dopo Sheva era quello che mi aveva impressionato, prendeva sempre la porta. Quando sta bene esprime forza fisica, è completo, ne ho visti pochi così. Impressionante anche quando salta di testa. Mi è sempre piaciuto, in questi anni ha fatto annate importanti. E’ un ragazzo per bene, con la testa sulle spalle, molto semplice. In 20 giorni si era creato un buon rapporto“.

Il Milan gioca bene ma segna poco. La sua analisi: “Però bisogna analizzare bene. Rivedo le partite di Suso e Calhanoglu e degli attaccanti. Ci vuole anche fortuna: una volta il difensore ti anticipa, a volte prendi il palo o esce fuori di poco. Quando dico che bisogna continuare così è vero. Poi c’è un altro punto: quando dico che la coperta è corta è perché per giocare compatti dobbiamo coprire campo, ma a volte serve lasciare i giocatori offensivi avanti senza dargli compiti difensivi”.

In futuro c’è l’idea di migliorare questo aspetto, ma prima bisogna fare un passo avanti a livello di squadra: “Secondo me questo può migliorare il nostro modo di giocare. Adesso gli stiamo chiedendo qualcosa in più ai nostri attaccanti, anche per questo arrivano poco lucidi sotto porta. Non li agevoliamo. Quando avrò la sensazione che diventiamo squadra a 360° allora cambieremo. Adesso quando non giochiamo a palla coperta ci fanno sempre la riga in mezzo, come con la Juventus e con l’Arsenal“.

L’importanza di Suso è evidente. Non solo a livello tecnico o tattico: “Per noi è un salvagente, perché in difficoltà ci appoggiamo a lui, che cerca sempre la giocata difficile. Tante volte sbaglia anche per questo“. Sul prossimo calciomercato Rino è chiarissimo: “Il mercato lo faranno i dirigenti, io devo allenare la squadra e al Milan è sempre esistita questa logica. Ne arriveranno pochi, sono contento dei miei giocatori e non sono frasi di circostanza. Se arriverà qualcuno è per migliorare la squadra, ma non ne arriveranno 20 o 30“.

Gattuso insiste sul concetto di squadra. Che dovrà essere ancor più forte in questo finale di stagione: “Mi aspetto dal collettivo, del singolo non mi sentirete mai parlare. La preoccupazione mia è che non voglio sentir parlare di stanchezza. Nel singolo ci sta, ma non dobbiamo esserlo da squadra. Ci davano per morti contro il Napoli, abbiamo fatto bene anche a livello fisico, non solo tattico. Parte tutto da qua, domani non dobbiamo mollare di una virgola. Il problema è che ci accontentiamo delle grandi prestazioni contro Juventus e Napoli. Non va bene. Per diventare grandi bisognare dare continuità, anche se magari giochi male“.

L’ingresso di Manuel Locatelli contro il Napoli ha convinto tutti, anche lui: “Perché no? Mi sta piacendo molto ultimamente, per la serietà e per l’impegno. Si allena bello carico, è quello che piace a me. Bisogna mettere in difficoltà l’allenatore e farsi trovare pronti. Non è un caso com’è entrato domenica in campo, ha dimostrato di avere gamba e inserimenti, anche cattiveria. Ha toccato palla per scaricare e per ricevere, mi è piaciuto bene“.

Enigmatico sul partner di Bonucci: “Domani vediamo…“. Intanto Nikola Kalinic continua ad avere problemi con i tifosi, lui lo difende: “Io vedo la prestazione. Se rivedete la partita ha fatto cinque o sei movimenti da calciatore vero, non siamo stati bravi a trovarlo. Si muove benissimo. Il calcio bisogna conoscerlo, guardare le partite. Certo, il gol è fondamentale. Da un po’ viene massacrato, domenica mi sembravano ingiusti i fischi. L’importante è che non lo fischiamo noi. Dopo la non convocazione con il Chievo, ci ha messo ancor più professionalità“.

Contro il Torino sarà una partita complicata. A loro la qualità non manca e sa bene come colpire: “Ce l’ho nella testa ma la prepariamo oggi. Ha gamba sugli esterni, ha qualità in mezzo al campo e in attacco. Sui calci piazzati fanno paura. Spesso gioca di rimessa, chiudono bene gli spazi e ripartono con qualità. Non è una squadra che costruisce tanto, punta a riconquistare palla e ripartire“.

Nel prossimo futuro potrà cambiare anche qualcosa nella posizione di Hakan Calhanoglu: “Può giocare anche alla Pirlo. Vi riempite gli occhi per i lanci che fa, ma deve buttare giù la porta. Ma possiamo fare tante cose, anche Suso mezza punta. Se eravamo tranquilli si potevano fare tantissime cose. Comunque sì, ci stiamo lavorando e pensando. I nostri calciatori possono fare ruoli diversi“.

In netta crescita anche Ricardo Rodriguez, senza sbavature contro il Napoli: “Da quattro o cinque partite gioca con una personalità incredibile la palla. Da lui mi aspetto di più sulla corsa, sulla sovrapposizione quando ribaltiamo l’azione, lavorare di più sulla catena. Mi sta piacendo molto a livello tecnico. Gioca con scioltezza, non va mai sotto pressione“.

Infine ancora su Suso, che può migliorare ancora in qualcosa a livello di concetti: “Da lui mi aspetto l’attacco porta in maniera diversa. Lo voglio in area quando sviluppiamo dall’altra parte. Col Sassuolo più volte aveva l’occasione visto che la palla cascava la. Adesso dobbiamo dimostrare questo, cioè entrare e far male. Non si possono fare solo gol bellissimi. Oggi gioca da attaccante esterno, mi piace quando si accentra e piace anche a lui, ha cambiato idea sul giocare più centrale. Ad avercene uno come lui. Cessione? Faremo di tutto per tenerlo con noi, ma per ora non è un problema”. Lo spagnolo viene paragonato a Clarence Seedorf per questa sua abilità di aiutare i compagni nei momenti di difficoltà: “Ci sta, Clarence era il mio salvagente, giocatore incredibile. Gli dicevo “Sta venendo giù lo stadio’ e lui mi rispondeva che erano solo applausi. Una personalità incredibile“.

 

Redazione MilanLive.it

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