Sfondo maglia Milan
(foto Adidas-AC Milan)

MILAN NEWS – I destini societari del Milan non dipendono più tanto dall’estremo oriente, patria di Yonghong Li, bensì da un asse finanziario che va da Londra a New York.

Sono queste le basi del fondo internazionale Elliott Management Corporation, gestito e fondato da Paul Singer, uno dei manager più influenti al mondo dal punto di vista finanziario, così come suo figlio Gordon che dal 2009 copre la filiale londinese e si è interessato per primo all’operazione Milan, essendo lui stesso un grande tifoso dell’Arsenal e del bel calcio.

Ma è papà Paul, 327° americano più ricco del momento secondo Forbes, ad essere il vero leader ed esecutore del fondo. Un uomo spietato e inattaccabile dal punto di vista lavorativo, che da giovane si buttò in finanza lasciando l’impiego da avvocato. Un personaggio temuto, che come riporta la Gazzetta dello Sport nel 1996 comprò dal Perù in grave crisi obbligazioni per 11,4 milioni di dollari, a cui fece seguito una sentenza per farsene rimborsare 58. O quando Singer fece causa alla Casa Rosada di Buenos Aires: nel 2002 rilevò dall’Argentina ormai collassata finanziariamente bond svalutatissimi, per recuperare la somma combatté un’estenuante battaglia legale nelle aule di mezzo mondo, uscendone vittorioso 14 anni dopo.

Uno squalo dell’alta finanza, ma uomo dal cuore d’oro, attivista, che si batte in nome del figlio omosessuale Andrew per i diritti dei gay negli Stati Uniti, nonostante fosse sostenitore di George W. Bush durante il suo mandato presidenziale. Da lui dipendono dunque i destini del Milan, sia come garante nel contenzioso con l’UEFA sia come futuro proprietario ad interim nel caso in cui i cinesi non riescano a saldare i debiti. Il suo fine sarà solo quello di lucrare o di entrare nelle politiche aziendali con il suo metodo?

 

Keivan Karimi – Redazione MilanLive.it

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