Gonzalo Higuain Mattia Caldara
Gonzalo Higuain e Mattia Caldara (foto AC Milan)

MILAN NEWS – In casa Milan da settimane è scattata la rivoluzione, che non riguarda però soltanto l’assetto societario e le figure dirigenziali, bensì anche le gerarchie principali sul campo da gioco.

E’ infatti stata stravolta l’asse centrale della formazione di Gennaro Gattuso, che come scrive la Gazzetta dello Sport potrà contare su una colonna centrale completamente differente rispetto a quella della scorsa stagione, con caratteristiche molto diverse. A cominciare dalla difesa, dove uscito Leonardo Bonucci sarà Mattia Caldara uno dei leader assoluti della retroguardia: meno bravo nell’impostazione, l’ex atalantino è strepitoso però negli interventi aerei e negli inserimenti in area avversaria. Negli ultimi due anni ha realizzato 10 gol in Serie A, diventando dopo Sergio Ramos e Marcos Alonso il difensore più prolifico d’Europa. Avrà bisogno dell’aiuto di Romagnoli nell’impostare l’azione, ma il tempo è tutto dalla sua parte.

Se lo scorso anno la mediana era affidata alle geometrie di Lucas Biglia, attualmente ancora un possibile titolare del Milan, in questa stagione Gattuso pare voglia affidarsi con più continuità ad un mediano vero e proprio come Timoué Bakayoko: muscoli, forza e qualità nelle caratteristiche del francese proveniente dal Chelsea, che rispetto a Biglia donerà meno precisione ed inventiva ma curerà molto l’aspetto del recupero palla, dando maggiore libertà d’azione a Kessié e Bonaventura. In questo modo il gioco del Milan si svilupperebbe su arterie più laterali, ma ne guadagnerebbe in sicurezza davanti alla difesa.

L’asse centrale del nuovo Milan si chiude sulle spalle del ‘Pipita’: è Gonzalo Higuain la parte più alta della colonna tattica rossonera, un attaccante per cui la squadra deve sacrificarsi, poi lui farà il resto. Un bomber che vive per il gol, che sa aiutare i compagni ma con l’obiettivo unico di metterla in fondo al sacco. Tutta un’altra storia rispetto a Nikola Kalinic, l’ex centravanti rossonero che giocava per i compagni, lavorando di sponda e lottando spalla contro spalla con i difensori avversari. Non a caso il suo bottino di reti nel Milan è risultato debole e scarno, al contrario di ciò che si attende dalla verve di Higuain.

 

Keivan Karimi – Redazione MilanLive.it

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