Antonio Cassano (Getty Images)

Anche se la sua carriera professionistica è ormai terminata, Antonio Cassano fa sempre parlare di se’. L’ex attaccante barese si è raccontato quest’oggi ripercorrendo la sua attività.

Il classe ’82, che ha vinto lo Scudetto col Milan nel 2011, ha raccontato al Secolo XIX un calcio che a suo dire non esiste più, lontano anni luce da quello attuale: “A quei tempi il calcio italiano era fatto di tanti numeri 10, Baggio, Totti, Del Piero, io, e tanti bravi difensori. Nel 2006 abbiamo vinto un Mondiale giocando con palla lunga su Toni. Adesso impera il guardiolismo, ma di Guardiola ce n’è uno nel mondo. E nel calcio italiano poca qualità adatta a quella filosofia. Quando dico che il livello della A è modesto non voglio essere snob, è un mio pensiero parametrato ai miei tempi. Se Icardi fosse stato all’Inter si sarebbe trovato davanti Ronaldo e Vieri, avrebbe giocato?”.

L’aspirazione di Fantantonio è quella di restare nel calcio, magari come dirigente: “Vorrei fare il ds. Due esempi in Italia per me sono Ausilio dell’Inter che è un top club e Rossi del Sassuolo che è un club all’avanguardia. Non l’ho mai fatto, non posso sapere se sono bravo o no, ma mi piacerebbe contribuire a costruire un progetto, seguendo l’istinto del mio calcio. Che, per capirci, è quello che va dal 1999 a sette, otto anni fa. Il futuro? Al prossimo corso a Coverciano mi iscrivo di nuovo e stavolta partecipo. Poi chiaramente dopo devo trovare qualcuno che abbia fiducia in me”.

Infine Cassano ha svelato quale è stata la squadra con cui si è trovato meglio in carriera: “Non ho mai negato che la Sampdoria sia stata la squadra, la società che mi ha cambiato la vita. Innanzitutto perché mi ha fatto conoscere Carolina, e poi perché arrivavo da quel periodaccio nel Real Madrid e sono rinato”.

 

Keivan Karimi – Redazione MilanLive.it

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