Gennaro Gattuso Milan Empoli
Gennaro Gattuso (©Getty Images)

NEWS MILAN – Sesta vittoria nelle ultime otto partite per il Milan. Momento magico per la squadra di Gennaro Gattuso, di nuovo a solo un punto di distanza dall’Inter terza in classifica (con una partita in meno).

Stasera i rossoneri hanno battuto l’Empoli 3-0, lo stesso risultato del match contro il Cagliari nell’ultima in campionato a San Siro. Il tecnico, ai microfoni di Sky Sport, ha analizzato così la gara: “Non era scontato vincere. In settimana Paquetà ha avuto l’influenza, Bakayoko non doveva giocare. Non mi è piaciuta l’interpretazione della partita: giravamo palla ma facevamo il solletico. L’Empoli si è difeso bene, ci ha messo in difficoltà. Mi sono arrabbiato moltissimo. Nel secondo tempo ci siamo mossi di più. Nel primo tempo abbiamo giocato col freno a mano tirato“.

Se sente il peso della responsabilità, lui e la squadra: “Dobbiamo coinvolgere il nostro pubblico. E si fa con grinta e senso di appartenenza. Mancano tredici partite alla fine e pensiamo partita dopo partita. Non guardo la classifica. Se indossi la maglia del Milan la pressione è normale. Era da qualche anno che non ci giocavamo qualcosa di importante. Ora vanno preparate bene le partite e giocarle con grandissima voglia“.

Un parere su Bakayoko e Piatek: “Il calcio è bello per questo. Se ti impegni fai cambiare subito idea. In questo momento il merito è di Tiemoué, oggi ha stretto i denti. Ma tutta la squadra ha cambiato mentalità. Piatek? Merito a lui e alla squadra che lo mette in condizione. E bisogna continuare su questa strada qua“.

Sul clima dello spogliatoio: “Avere i musi lunghi è normale. Chi sorride e sta in panchina non va bene. Per fortuna non sono tutti così. Le mie scelte non le faccio per simpatia e antipatia. Ho rispetto per tutti. Mi piace che ci sia un confronto. Ma bisogna allenarsi e rispettare il gruppo, avere mentalità e dare continuità alla settimana. C’è qualcuno col muso, sì, ma l’importante è che c’è rispettoBisogna lavorare bene e farsi trovare pronto. Siamo in tanti. Mi piace avere tutti a disposizione. Faccio scelte precise. L’importante è dirsi tutto. Ma deve finire lì. Bisogna remare tutti nella stessa via“.

Sul cambio di modulo fatto qualche mese fa: “Non ero per nulla convinto. Però avevamo un problema: non si riempiva l’area bene, facevamo il solletico. Con due attaccanti eravamo prevedibili. Il primo a non crederci ero io. Faccio mea culpa, lo so“.

Sull’entusiasmo ritrovato dei tifosi: “Non prometto niente. Posso solo dire che il Milan è giovane, ci sono giocatori interessanti. In questo momento va data continuità e far crescere. Ero preoccupato per stasera, la crescita passa da queste partite. Fare un primo tempo come quello e poi giocare la ripresa col piglio giusto mi fa ben sperare“.

 

Redazione MilanLive.it

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